1726-2026. Ricordati i 300 anni dell’arrivo di santa Lucia Filippini a Gallicano nel Lazio

La comunità di Gallicano nel Lazio si è stretta in un solenne momento di memoria e spiritualità in occasione della commemorazione del tricentenario dell’arrivo in paese di Santa Lucia Filippini (1726–2026), fondatrice dell’Istituto delle Maestre Pie.

​La giornata del 9 settembre si è aperta con la solenne Santa Messa presieduta da don Ludovico Borzi. Durante la celebrazione e l’omelia, il parroco ha ripercorso il solco profondo lasciato dalla Santa nella vita religiosa e sociale del paese, un’eredità di fede e dedizione che continua a testimoniare i suoi frutti a distanza di tre secoli.

Il momento centrale della giornata è stato la conferenza dedicata all’Apostolato di Santa Lucia Filippini a Gallicano nel Lazio, tenuta da don Bruno Sperandini e moderata da don Luigi Proietto, parroco di Gallicano, il quale ha colto l’occasione per esporre in chiesa il quadro raffigurante la santa. Il relatore ha proposto una lettura attualizzata del carisma educativo delle Maestre Pie, mettendo in dialogo diretto gli scritti autografi della Fondatrice con le sollecitazioni del magistero contemporaneo.

​Don Bruno ha sottolineato come l’intuizione pedagogica di Lucia Filippini – fondata sulla centralità della persona, sulla dignità della donna e sull’educazione come primaria forma di carità – trovi una naturale risonanza nei documenti della Chiesa di oggi, in particolare nella Lettera Apostolica Disegnare Nuove Mappe di Speranza.

Durante l’intervento sono stati citati alcuni dei passaggi più emblematici che guidano ancora oggi la missione dell’ordine, tra gli altri: «Insegnate più con l’esempio che con le parole; la vita di chi educa è la prima lezione che gli alunni leggono ogni giorno» (santa Lucia Filippini).

​In perfetto parallelismo, don Bruno ha evidenziato il richiamo del documento magisteriale alla responsabilità educativa nel nostro tempo: «L’educazione non è un’attività accessoria, ma forma la trama stessa dell’evangelizzazione: è il modo concreto con cui il Vangelo diventa gesto educativo, relazione, cultura […] È una delle espressioni più alte della carità cristiana» (dalla Lettera Apostolica Disegnare Nuove Mappe di Speranza).

A questo accostamento si aggiunge il valore dell’accoglienza, pilastro del servizio svolto a Gallicano fin dal 1726:
​«Accogliete ogni fanciulla come un dono di Dio, guardando in ciascuna non le sue fragilità, ma l’immagine di Cristo da far risplendere.» (Santa Lucia Filippini)

​L’incontro ha così offerto alla comunità un’occasione non solo per guardare con gratitudine al passato, ma per interrogarci su come continuare a “disegnare mappe di speranza” di fronte alle nuove sfide educative e sociali del territorio.
​L’importanza dell’avvenimento è stata testimoniata dalla presenza di numerose autorità civili e religiose: r sAscenza Tizzano, Superiora Generale dell’Istituto delle Maestre Pie Filippini; ​sr Virginia Iamele, Superiora Provinciale; diverse comunità di Maestre Pie del territorio, tra cui una numerosa rappresentanza giunta dalla vicina comunità di Cave. Presente anche Fabio Bertoldo, Sindaco di Gallicano nel Lazio, in rappresentanza dell’Amministrazione comunale e dell’intera cittadinanza.

​La partecipazione congiunta dei vertici dell’ordine religioso e delle istituzioni locali ha confermato il legame indissolubile che unisce Gallicano nel Lazio a Santa Lucia Filippini: una storia centenaria di crescita culturale, vicinanza ai più deboli e viva testimonianza evangelica.

La comunità