Il 3 e 4 ottobre il Convento francescano di Bellegra ha vissuto due giornate di profonda spiritualità e partecipazione, in occasione dell’800º anniversario del Cantico delle creature, scritto in italiano volgare da san Francesco.
Il giorno 3 ottobre il Vescovo Mauro Parmeggiani ha celebrato la Santa Messa delle 18 insieme al sacerdote concelebrante don Angelo Consoli, parroco di Bellegra. Erano anche presenti i Ministri OFS di: Bellegra (Sergio), San Vito (Luciana) e il Diacono Giancarlo (Olevano Romano).
Prima della celebrazione della Santa Messa, il Ministro Sergio, insieme a Padre Domenico (Guardiano del convento di San Francesco), prima dell’inizio della Messa, sono entrati in chiesa dalla sacrestia, con tanto di bastone tatuato con il Tau, declamando appunto il Cantico delle creature.
È stato un momento di profonda commozione per tutti i presenti, anche le suore del coro di Pisoniano si sono commosse. Tutti hanno avvertito il momento di pace e serenità evocato dal Cantico delle creature, uno dei primissimi testi della lingua volgare italiana.
Per tutta la durata della Santa Messa si è avvertito un senso di pace, di profonda partecipazione e di grande meditazione anche dopo l’omelia del Vescovo Mauro.
Anche il canto Fratello Sole e sorella Luna delle suore di Pisoniano ha suscitato profonda commozione.
Il giorno dopo, 4 ottobre 2025, festa del santo patrono d’Italia (dal prossimo anno festa nazionale) si è celebrata la Santa Messa presieduta dal priore dei benedettini di Subiaco, concelebrante Padre Domenico ed il Diacono Giancarlo Carletti.
La giornata è iniziata con l’omaggio floreale a San Francesco offerto dall’OFS di Bellegra, San Vito ed Olevano Romano. Presenti anche i due sindaci di Bellegra e di Cori, il Comandante della stazione locale dei Carabinieri di Bellegra e la famosa squadra degli Sbandieratori di Cori.
Processionalmente siamo rientrati in chiesa, molto lentamente per ascoltare ancora una volta il Cantico delle creature declamato sempre da padre Domenico.
La giornata si è conclusa con i fuochi artificiali e con un’agape fraterna offerta dal vicino ristorante San Camillo.
Giancarlo Carletti, diacono





