A Castel San Pietro Romano l’infiorata è catechesi

La Solennità del Corpus Domini celebrata nella Parrocchia di San Pietro Apostolo a Castel San Pietro Romano è stata accompagnata quest’anno da un’infiorata che ha voluto essere non soltanto una bella espressione artistica o una tradizione popolare, ma un vero itinerario di fede e di catechesi.

L’ispirazione è nata dalle parole dell’Apostolo Pietro: «Voi siete stirpe eletta, sacerdozio regale, nazione santa, popolo che Dio si è acquistato perché proclami le opere meravigliose di Lui» (1Pt 2,9). È il versetto che ha accompagnato anche il cammino pastorale della nostra Diocesi attraverso la Lettera pastorale del Vescovo Mons. Mauro Parmeggiani e che ha offerto il filo conduttore dell’intera infiorata.

I diversi quadri hanno ripercorso simbolicamente il cammino del Popolo di Dio e la vocazione di ogni battezzato.

Il percorso si apriva con il Battesimo, rappresentato dall’acqua e dalla colomba dello Spirito Santo. È nel Battesimo che nasce il Popolo di Dio: nessuno si fa cristiano da sé, ma è il Signore che chiama e dona una vita nuova.

Il secondo quadro richiamava l’Ultima Cena, nella quale Cristo dona il suo Corpo e il suo Sangue e affida alla Chiesa il memoriale della sua Pasqua. L’Eucaristia rimane il cuore della vita cristiana, il luogo in cui il Signore continua a nutrire il suo popolo lungo il cammino della storia.

Il terzo quadro era dedicato ai discepoli di Emmaus, che riconoscono il Signore risorto nello spezzare il pane. È l’esperienza che ogni credente è chiamato a vivere: incontrare Cristo vivo nella Parola e nell’Eucaristia.

Il quarto quadro conduceva alla Chiesa, rappresentata dalla Basilica di San Pietro e dalla figura del Santo Padre. Il Popolo di Dio non è una realtà astratta, ma vive nella comunione ecclesiale, nella successione apostolica e nella testimonianza di coloro che, lungo i secoli, hanno custodito e trasmesso la fede.

L’ultimo quadro apriva infine alla missione. Il Battesimo e l’Eucaristia non costituiscono un punto di arrivo, ma l’inizio di un cammino. Ogni cristiano è inviato nel mondo per testimoniare il Vangelo con la propria vita. 

L’infiorata non è stata pensata come una semplice decorazione per il passaggio della processione, ma come un vero percorso di catechesi che ha aiutato i fedeli a contemplare il mistero dell’Eucaristia all’interno dell’intera vita cristiana: dalla nascita alla fede nel Battesimo, all’incontro con Cristo nell’Eucaristia, dalla comunione con la Chiesa fino alla missione nel mondo.
La processione eucaristica ha attraversato così le vie del paese seguendo questo itinerario spirituale. Il Signore presente nell’Eucaristia è passato in mezzo alle nostre case, alle nostre famiglie e alle nostre fatiche quotidiane, ricordandoci che Dio continua a camminare con il suo popolo.

Molti hanno ammirato la bellezza dei colori, la cura dei particolari e il lavoro paziente di quanti hanno collaborato alla realizzazione dell’infiorata. A tutti loro va la gratitudine della comunità parrocchiale.
Tuttavia, il significato più profondo della giornata non risiede nell’opera realizzata, ma nella presenza di Cristo. Tutto è stato preparato per Lui. I fiori, i colori, l’impegno di tante persone e la stessa processione hanno trovato il loro significato nell’accompagnare il passaggio del Signore in mezzo al suo popolo.

Quando l’arte, la tradizione e i talenti di una comunità conducono all’incontro con Cristo, essi raggiungono il loro significato più autentico. È questo il messaggio che la comunità di Castel San Pietro Romano ha desiderato vivere e testimoniare nella Solennità del Corpus Domini di quest’anno: una fede che si fa cammino, una comunità che si raccoglie attorno all’Eucaristia e un popolo che continua a riconoscere nel Signore presente nel Sacramento il centro della propria vita.

Milton Alves,
parroco parrocchia San Pietro Apostolo
Castel San Pietro Romano