Carissimi,
ormai all’inizio del nuovo anno scolastico rivolgo a ciascuno di voi un pensiero di amicizia, fiducia e speranza.
La riapertura delle scuole inaugura un cammino fatto di incontri, relazioni, conoscenze, crescita e responsabilità.
Quest’anno desidero affidare a tutti coloro che liberamente vorranno accoglierla, una parola ispirata alle parole di san Paolo: «A ciascuno è data una manifestazione particolare dello Spirito per il bene comune» (1Cor 12,7).
Ciascuno infatti è portatore di un dono. Nessuno è inutile o senza qualcosa da offrire. Capacità, sensibilità, intelligenza, creatività, esperienza e disponibilità all’ascolto sono doni diversi, ma tutti preziosi. La scuola è comunità quando li riconosce e li fa crescere, perché il dono ricevuto diventi un dono per gli altri.
Ai Dirigenti scolastici
A voi, che guidate le nostre comunità educative, rivolgo pertanto un particolare augurio. Il vostro compito, come ben sapete, non è soltanto organizzare e amministrare, ma riconoscere le persone, valorizzarne le capacità, favorire la collaborazione e custodire il bene comune.
Possiate essere guide capaci di ascoltare e discernere, creando le condizioni perché ciascuno metta il proprio talento al servizio della comunità.
Ai Docenti
A voi, cari Docenti, è affidata la responsabilità di accompagnare i vostri alunni a scoprire chi sono e ciò che possono diventare.
Insegnare significa trasmettere conoscenze, ma anche educare alla verità, alla libertà, alla responsabilità, alla relazione e al rispetto. Ogni studente porta con sé una storia, capacità e sogni spesso ancora da riconoscere.
Il vostro sguardo possa vedere non solo ciò che manca, ma anche le possibilità; non soltanto gli errori, ma il cammino e il bene che sta nascendo.
Al Personale non docente
Una parola anche per voi, che con discrezione e competenza contribuite ogni giorno alla vita della scuola. Vi giunga un grande grazie per ciò che fate.
L’accoglienza, l’attenzione, la disponibilità e la cura degli ambienti rendono la scuola un luogo umano. Anche il vostro è un dono prezioso, che si esprime nella fedeltà alle piccole responsabilità quotidiane.
Agli Alunni e alle Alunne
A voi, cari ragazzi e ragazze, alunni e alunne delle scuole di ogni ordine e grado della nostra Diocesi di Tivoli e di Palestrina. Vorrei innanzitutto dirvi: non pensate di non avere nulla da offrire. Ognuno di voi ha un dono, già scoperto o ancora da cercare.
Non abbiate paura di essere diversi tra voi: la diversità può diventare una ricchezza da condividere. La scuola non è soltanto una gara, ma una comunità nella quale ciascuno impara che il proprio talento raggiunge la sua vera grandezza quando diventa servizio.
La vostra intelligenza, creatività, sensibilità ed energia possono contribuire a costruire un mondo più giusto e fraterno. Non chiedetevi soltanto: “Che cosa posso ottenere?”, ma anche:
“Che cosa posso donare?”
“Per chi posso essere importante?”
“Quale bene posso costruire insieme agli altri?”
Ai Genitori
Ed infine a voi, cari genitori. Vi rivolgo un invito alla collaborazione. Educare è un compito condiviso: famiglia e scuola sono chiamate a camminare insieme, nel rispetto dei ruoli e nella fiducia reciproca.
I ragazzi hanno bisogno di adulti capaci di accompagnarli, ascoltarli, incoraggiarli e aiutarli a crescere. Aiutateli a comprendere che il loro valore non dipende soltanto dai voti, dai successi o dal giudizio degli altri, ma dalla loro dignità di persone.
I talenti ricevuti acquistano significato quando diventano occasione di bene per gli altri.
Una comunità nella quale i doni diventano servizio
Come Chiesa diocesana siamo disponibili a collaborare, nei limiti delle proprie competenze, con la scuola ed il mondo dei genitori ricordando che ognuno ha doni diversi, ma che sono affidati a ciascuno per l’utilità comune.
Il dirigente, il docente, il personale non docente, il genitore e ogni studente hanno un dono. Nessun dono, però, deve diventare motivo di superiorità o competizione. Quando serve ad affermarsi sugli altri perde la sua bellezza; quando diventa servizio, genera comunione.
Carissimi, auguro alle nostre scuole di essere luoghi nei quali si impari non solo a sapere, ma anche a vivere insieme; non solo a competere, ma a collaborare; non solo a chiedere, ma a donare.
La scuola divenga così luogo di speranza!
Viviamo in un tempo segnato da divisioni, solitudini e incomprensioni, dove le guerre minacciano l’umanità e dove assistiamo a catastrofi naturali frutto di un nostro non rispetto per la creazione. Occorre scegliere una strada diversa e anche la scuola può scegliere tale via: quella che definirei una sorta di “anti-Babele”, dove le differenze diventano occasione di incontro, dialogo e comunione.
La scuola può essere un laboratorio di umanità, nel quale si impara a comprendere il cuore dell’altro. Per chi crede, questa unità è opera dello Spirito Santo; per tutti può diventare un impegno condiviso: riconoscere il valore dell’altro, custodire la dignità di ogni persona e scegliere il dialogo.
Un nuovo anno da vivere insieme
All’inizio dell’anno scolastico 2026-2027 chiediamoci non solo che cosa riusciremo a fare, ma anche quali persone diventeremo, quale contributo daremo e quali doni sapremo riconoscere e mettere a servizio.
Ai dirigenti auguro collaborazione, ai docenti entusiasmo e pazienza, al personale non docente serenità, ai genitori fiducia e disponibilità al dialogo, agli studenti coraggio, curiosità e desiderio di crescere.
A tutta la comunità scolastica auguro un anno nel quale nessuno si senta escluso o venga lasciato indietro e ciascuno possa scoprire che la propria presenza è un dono per gli altri.
Facciamo nostro l’invito dell’Apostolo Paolo:
«A ciascuno è data una manifestazione particolare dello Spirito per il bene comune» (1Cor 12,7).
Che questo nuovo anno ci aiuti a scoprire i nostri doni, riconoscere quelli degli altri e trasformarli in gesti di servizio, fraternità e speranza.
Per quanti credono, chiediamo allo Spirito Santo di accompagnare il nostro cammino, affinché possiamo dire:
“Eccomi: ci sono anch’io, con ciò che sono e con ciò che ho ricevuto, per costruire insieme il bene.”
Con questo augurio, affido a Dio il nuovo anno scolastico e ciascuno di voi.
Buon anno scolastico 2026-2027!
+ Mauro Parmeggiani
Vescovo di Tivoli e di Palestrina







