Alla scoperta dei contenuti e delle sollecitazioni della nuova lettera pastorale del Vescovo Mauro
La Chiesa di Tivoli e di Palestrina muove i primi passi guidata dalla lettera pastorale del Vescovo Mauro, per l’anno pastorale 2026-2027 A ciascuno una manifestazione particolare dello Spirito. La Lettera è in piena sintonia con il cammino dello scorso anno sulla riscoperta della vocazione battesimale ed anzi ne è il frutto naturale e la “conseguenza teologica”. In virtù del Battesimo, lo Spirito Santo opera nella vita dell’uomo e della donna, donando a ciascuno carismi, doni particolari per l’edificazione della Chiesa e il bene comune. Il titolo della Lettera, attinto dalla prima Lettera di san Paolo ai Corinzi al capitolo 12, sintetizza ed esprime lo spirito che attraversa tutto il testo. Il richiamo “a ciascuno….” indica il riferimento ad ogni persona.
La Lettera si rivolge a tutti, ma nel contempo, interpella ciascuno nella sua unicità, superando una certa omologazione spersonalizzata con la quale si rischia di intendere il termine “tutti”. Il Vescovo dunque, già con il titolo scelto, opera un primo discernimento e guarda la nostra Chiesa con gli occhi di Dio, per cogliere la preziosità di ogni persona, la sua unicità e irripetibilità conferita dal dono che ciascuno ha, anzi che ciascuno è: “nella” Chiesa, “per” la Chiesa e “nel” mondo. Questa prospettiva è densa di speranza e portatrice di novità, perché supera ogni schema fisso di classificazione di persone che, spesso, non si limita alle diverse funzioni, ma tocca la dignità stessa della persona che, invece, per il dono del Battesimo è uguale per tutti, essendo tutti figli di Dio nel Figlio Gesù.
Questa visione orienta verso il coinvolgimento di ogni persona, uomo e donna, giovane e anziano, considerati a partire dal dono ricevuto. Nasce uno stile caratterizzato dalla compresenza per il quale nessuno può mancare, ma ognuno deve sentirsi chiamato e coinvolgersi in prima persona; il senso di complementarietà per il quale nessuno può dire di bastare a se stesso e non avere bisogno degli altri, ma piuttosto ciascuno può arricchire l’altro e lasciarsi arricchire; il senso di corresponsabilità per il quale passare da “pochi che fanno tutto”, come spesso accade, a tutti che fanno la propria parte con maturità e responsabilità. Questi atteggiamenti creano la vera comunione, come spazio dove ciascuno può esprimere se stesso secondo il volere di Dio e in armonia con l’opera dello Spirito Santo. È quanto auspicato già dal Concilio Vaticano II e che, con l’impegno di ciascuno, può diventare esperienza concreta nella nostra Chiesa Diocesana e in ogni comunità che della Diocesi è porzione. Per tutti, dunque, si apre un cammino nel quale ciascuno può diventare quello che già è per il Battesimo.
Gianluca Zelli
vicario episcopale per la catechesi





