Il 29 e il 30 agosto Cineto Romano torna a vivere i giorni della festa patronale celebrando San Giovanni Battista, patrono della comunità, e la Madonna del Carmine venerata con amore e fede, in due giornate nelle quali la devozione religiosa si intreccia con le tradizioni e con i momenti di incontro che da sempre accompagnano la festa.
Il programma religioso costituisce il cuore delle celebrazioni: le sante Messe e i Vespri scandiscono le due giornate e coinvolgono numerosi sacerdoti della diocesi che insieme alla comunità raccolta nella preghiera accrescono il clima di fede e condivisione.
Le celebrazioni della vigilia preparano agli appuntamenti principali e introducono il clima della festa, che raggiunge i suoi momenti più partecipati con le processioni. Sono proprio queste , gli elementi che più caratterizzano queste giornate: le statue dei santi attraversano le vie del paese accompagnate dalla banda musicale, dal suono festoso delle campane e dallo sparo, al seguito si ritrovano famiglie, anziani, giovani e bambini, insieme a quanti, pur vivendo lontano, tornano a Cineto in occasione delle feste patronali.
Sono gesti semplici e conosciuti, che si ripetono ogni anno e che fanno parte della memoria del paese.
Accanto agli appuntamenti religiosi trovano spazio le serate dedicate allo svago e alla convivialità con le piazze e le strade che diventano luoghi di incontro e di ritrovo: ci si ferma a parlare, si incontrano amici e parenti, si salutano coloro che sono tornati per qualche giorno e si condividono momenti di festa al di fuori delle celebrazioni.
È anche questo che rende la festa patronale un appuntamento particolare per la comunità. Si può vivere lontano da Cineto per gran parte dell’anno, ma quando arriva la fine di agosto molti tornano. Le radici, del resto, scavano solchi profondissimi e il legame con la terra dei propri avi rimane, anche a distanza di tempo, un richiamo al quale si risponde.
In fondo, una festa patronale ha anche questo modo particolare di attraversare il tempo. Si ripetono gli stessi gesti, tornano gli stessi suoni e gli stessi appuntamenti, ma ogni anno sono persone diverse a viverli. È accaduto quest’anno, è accaduto l’anno scorso e accadrà ancora il prossimo anno, così come, con le inevitabili differenze, sarà accaduto cento anni fa.
La festa rimane così uguale nei suoi elementi fondamentali e diversa nelle persone che la animano. Cambiano le generazioni, cambiano le abitudini e cambiano i tempi, ma restano la celebrazione dei patroni, la partecipazione della comunità e il desiderio di tornare a Cineto per ritrovarsi, ancora una volta, dentro una tradizione che continua a far parte della vita del paese.
Orietta Liani





