La fede deve essere incarnata e dare forma nuova e bella alla vita! È lo spirito del pomeriggio vissuto a Subiaco, domenica 11 gennaio 2026, dai genitori che stanno accompagnando i figli nel cammino di Iniziazione cristiana.
Avendo come riferimento l’icona evangelica della casa costruita sulla roccia e sulla sabbia i genitori sono stati guidati dal Prof. Ezio Aceti fondatore dell’ Associazione Parvus a Milano.
I ragazzi hanno bisogno di sentirsi valorizzati, desiderati e accolti, rispettati nella loro dignità che attiva in loro il processo che li rende capaci e responsabili: tu puoi farcela! È il messaggio da comunicare come base del processo educativo. Empatia, verità, sostegno sono i tre presupposti di ogni atto veramente educativo, che trasmette stima e apre alla fiducia e alla speranza. Essenziali sono la cura della relazione e la comunicazione efficace, che sostituiscono la coercizione e la punizione che lasciano il ragazzo in balia del suo errore, in un contesto di negatività che fa male. Oltre che educati i ragazzi devono diventare felici e realizzati, non perfetti, capaci di integrare anche errori e cadute, trasformandoli in opportunità di crescita.
Forte è stata l ‘immagine utilizzata per rappresentare l’arte di educare dei genitori: il pellicano che sminuzza il cibo per nutrire i piccoli secondo le loro capacità. Così è per il genitore: è chiamato a saper donare la fede e i valori per nutrire i figli secondo le loro capacità e il modo adeguato affinché possano accoglierli e viverli. Occorre conoscere il mondo dei ragazzi approfonditamente, che muta in ogni fase evolutiva senza dare per scontati modalità, bisogni che sono la “lingua” del ragazzo.
Fondamentale la maturità dei genitori, che devono essere adulti, capaci di equilibrio, di armonia tra la figura materna e quella del padre, che deve entrare nel processo educativo per apportare quel “quid” tipico della figura paterna, insostituibile. Alla base di questa missione alta c’è una cura dei genitori come persone e come coppie. Si diventa madri e padri, ma non si deve dimenticare di essere persone e coppia avendo il coraggio di custodire momenti nei quali coltivare queste dimensioni belle. È stato un momento di forte attenzione e coinvolgimento che ha alimentato l’alleanza educativa tra comunità e famiglia, in un clima di entusiasmo. Abbiamo sperimentato che la chiesa può essere realmente “famiglia di famiglie”. Tutto per il vero bene dei ragazzi!
Gianluca Zelli





