L’Azione Cattolica diocesana di Palestrina, per i consueti esercizi spirituali di Quaresima, ha scelto di riabbracciare la figura di san Francesco d’Assisi, nell’anno in cui ricorre l’ottavo centenario della morte, facendosi guidare nell’attualizzazione della sua eredità spirituale da padre Vincenzo Battaglia OFM, assistente diocesano dell’AC di Tivoli e docente emerito allaPontificia Università Antonianum.
Ospitati dalla Parrocchia della Sacra Famiglia a Palestrina, gli esercizi si sono svolti nelle due serate del 5 e 6 marzo. Come sempre, il loro scopo è stato quello di dare la base per una riflessione da portare avanti nella propria giornata quotidiana, dedicando uno spazio privilegiato alla preghiera, ed ai sacramenti se possibile, e cercando di evitare le distrazioni superflue.
Il predicatore ha proposto come riflessioni per le due serate molti spunti tratti da diversi scritti relativi alla vita del Santo ed alle testimonianze dei suoi confratelli.
In particolare, riprendiamo quello relativo al suo Testamento, dettato quando era ormai prossimo alla morte, quando disse: «Il Signore mi rivelò che dicessimo questo saluto: “Il Signore ti dia la pace!”». Racconta Tommaso da Celano, uno dei suoi biografi: «In ogni sermone, prima di comunicare la parola di Dio, al popolo radunato augurava la pace dicendo: “Il Signore vi dia la pace!”. Questa pace egli annunciava sempre sinceramente a uomini e donne […]». In questo tempo in cui la pace è sempre più un’urgenza indispensabile, il richiamo di Francesco risuona più che mai attuale.
Sono state ricordate anche le ultime parole rivolte da Francesco ai frati prima di spirare. «Disteso sulla terra […] disse ai frati: «Io ho fatto la mia parte; la vostra, Cristo ve la insegni», che ci ricordano la sua totale adesione, fedeltà e obbedienza all’insegnamento di Gesù. Noi, dovremmo comprendere che fare la nostra parte è anche rimetterci continuamente in discussione, che la nostra formazione cristiana è un’esigenza della quale non possiamo fare a meno. Una consegna che come adulti di AC dobbiamo sempre avere bene a mente.
Fulvio Romani





