La lettera pastorale del Vescovo ai fedeli per vivere il nuovo anno pastorale tornando all’origine dell’essere cristiani e attingere al grande tesoro di grazia
La lettera pastorale del Vescovo Mauro per l’anno 2025-2026 è incentrata sulla riscoperta del battesimo. Le parole della Prima Lettera di Pietro, che danno il titolo alla Lettera, ricordano l’alta dignità derivante dal nostro battesimo. Immersi nella cultura moderna, che tende alla spersonalizzazione e all’omologazione, abbiamo bisogno di ricordare la sorgente del nostro essere cristiani, quell’acqua nella quale siamo stati immersi, dove ognuno di noi è diventato figlio di Dio amato dal Padre in maniera personale. Solo il Battesimo ci dice veramente chi siamo!
Riscoprire la “freschezza” del Battesimo ci tira fuori da un clima di stanchezza che spesso serpeggia nelle comunità cristiane. Il Battesimo ci ha dato in dono la vita eterna, che è una vita piena e gioiosa, che non teme nessuna morte né esistenziale né fisica. Proprio dimenticando la nostra origine battesimale e tutti i doni che il Battesimo porta con sé, rischiamo di perdere questa gioia ed essere assorbiti dalla diffusa scristianizzazione, dove il bisogno di felicità è appagato con altri idoli, che però non fanno altro che svuotare di senso la nostra vita. Tutto è vissuto nell’immediato, si cerca di “sopravvivere” al presente, vivendo la vita in un continuo “mordi e fuggi”, senza un vero senso. Una vera e propria “cultura della morte”, come già veniva definita da Giovanni Paolo II e di nuovo ultimamente da Papa Leone, una cultura della morte che si manifesta attraverso “l’indifferentismo, il disprezzo degli altri, la droga, la ricerca di una vita facile, una sessualità che diviene divertimento e cosificazione della persona umana, l’ingiustizia”.
La vita battesimale è una vita diversa, è uno stile di vita da figli, dove Dio Padre è tutto per noi! Quando la nostra vita è irrorata dall’acqua battesimale, allora possiamo vivere la missione di essere testimoni del Risorto, di avere, in altre parole, trovato Qualcuno, che ha il potere di donarci vita eterna, quella vita che spesso in maniera confusa ogni uomo e ogni donna cercano, ma non trovano nelle cose di questo mondo. Il battesimo ci ricorda che il senso alla nostra vita, non dobbiamo darglielo noi, ma è qualcosa che ci precede: la mia vita è un dono di Dio che risponde al progetto di mio Padre. E questo dono di Dio rende ciascun battezzato re, sacerdote e profeta, ci inserisce nella grande famiglia della Chiesa dove ognuno è chiamato a fare crescere ed esercitare questi tria munera. Viviamo questo nuovo anno pastorale tornando all’origine dell’essere cristiani, attraverso una pastorale catecumenale e mistagogica, che ci aiuti ad attingere sempre meglio al grande tesoro di grazia che Dio ci ha dato attraverso il nostro Battesimo.
Daniele Masciadri





