Siamo al numero 9 nella lettera pastorale del nostro Vescovo “Voi siete stirpe eletta” e in questo numero si dice una cosa fondamentale: «con il battesimo la vita riceve il carattere sacro. Vive in noi la vita di Dio che c’è stata partecipata e alla quale siamo chiamati progressivamente a identificarci». La vita divina che abbiamo ricevuta nel battesimo è la stessa vita di Gesù Cristo, è la vita da figli che siamo chiamati progressivamente a esercitare. Tutta la vita cristiana è imparare ad avere il pensiero di Cristo, a vedere la storia come lui.
Quante volte invece noi vediamo la storia solo in maniera umana, cogliendone solo le contraddizioni. E questo vale sia per la storia universale che per la nostra storia.
Esercitare il battesimo significa imparare a vedere e giudicare la storia come la guarda e la significa Gesù Cristo stesso, vedere tutto come una benedizione, anche il momento della croce e della difficoltà.
Non solo, siamo chiamati a scegliere e ad amare come lui: noi scegliamo in base alle nostre paure, è la paura il vero movente delle nostre scelte. Scegliere come lui invece vuol dire scegliere con l’unico movente che è quello dell’amore, che fa vincere tutte le paure. Ma c’è anche da sperare come insegna lui: non avere speranze piccole, mediocri, ma sperare sempre il meglio, il bello, l’ottimo, il sublime. Questa vita da figli ci porta a vivere in Gesù Cristo la comunione con il Padre e lo Spirito Santo, ad essere parte di questo abbraccio che è la Santa Trinità. Insomma, essere cristiani e vivere il battesimo è veramente un’avventura meravigliosa. (Continua)
Daniele Masciadri





