Il 22 agosto scorso, con un programma iniziato alle 6 del mattino con il Rosario dell’Aurora e la prima Santa Messa e che si è concluso con la celebrazione solenne alle 19, proseguendo con la processione animata dalla banda musicale di La Forma (Serrone) diretta dal maestro Antonello Timpani, il parroco don Ramon Bravo ha voluto ricordare alla comunità parrocchiale di Valle Martella come cinque anni fa il Vescovo Mauro Parmeggiani, in piena pandemia, incoronò con una corona di oro la Madonna e il Bambino come il più grande omaggio dei fedeli alla Sua Regina e Madre.
“La festività odierna, parallela a quella di Cristo Re, venne istituita da Pio XII nel 1955. Si celebrava, fino alla recente riforma del calendario liturgico, il 31 maggio, a coronamento della singolare devozione mariana nel mese a lei dedicato. Il 22 agosto era riservato alla commemorazione del Cuore Immacolato di Maria, al cui posto subentra la festa di Maria Regina per avvicinare la regalità della Vergine alla sua glorificazione nell’assunzione al cielo. Questo posto di singolarità e di preminenza, accanto a Cristo Re, le deriva dai molteplici titoli, illustrati da Pio XII nella lettera enciclica Ad Coeli Reginam (11 ottobre 1954), di Madre del Capo e dei membri del Corpo mistico, di augusta sovrana e regina della Chiesa, che la rende partecipe non solo della dignità regale di Gesù, ma anche del suo influsso vitale e santificante sui membri del Corpo mistico”.
Nel Quartiere di Valle Martella vi è l’imponente e artistica statua policroma in legno di cedro, di fattura spagnola, fatta dall’artista Elías Rodriguez Picón e acquistata grazie a una sottoscrizione di 30 famiglie di Valle Martella, che il 12 ottobre 2019 hanno potuto ricevere questa preziosa statua che oggi viene venerata come Regina della Valle.
Alla celebrazione erano presenti la Confraternita del Santissimo Signore della Prigionia, i giovani e fedeli che, con il coro parrocchiale “Benedetto XVI”, hanno voluto vivere in preparazione spirituale anche la loro festa parrocchiale, sono intervenute anche alcune autorità di Zagarolo.
Emiliano Ciucci





