Anticoli Corrado. Le tradizionali celebrazioni per la venerata Madonna del Giglio

La sera del 12 settembre, Anticoli Corrado smette di essere semplicemente uno dei borghi più pittoreschi della Valle dell’Aniene e si trasforma in un unico, immenso battito cardiaco.

I festeggiamenti passano dalla quiete solenne delle mura sacre, dove la “festarola” e la Confraternita della Madonna del Giglio – custode della statuetta venerabile – ha predisposto l’accompagnamento verso la piazza, pronta per avviare la processione che li porterà alla celebrazione della Messa che benedirà il rientro della sacra immagine nella sua casa Santuario, alle pendici del paese.

Tutto ha inizio nel silenzio raccolto della Chiesa, dove i drappi rossi e dorati scendono solenni dalle arcate bianche, incorniciando la comunità riunita in preghiera nella chiesa Parrocchiale di Santa Vittoria Vergine e Martire. La navata è colma, l’atmosfera è densa di attesa e devozione davanti all’altare illuminato, dove le macchine processionali del Ss.mo Salvatore e della Madonna del Giglio sostano ancora insieme prima di separarsi.

La cerimonia torna all’aperto sposando la sera e sotto un cielo tinto di cobalto e sfumature di tramonto, la grande piazza del paese si riempie di fedeli. La presenza corale delle unioni religiose – Confraternita del Ss.mo Salvatore e i portatori e la Banda Musicale accompagnano tutti gli spostamenti intonando le marce solenni e della tradizione, capaci di far vibrare il petto di chi ascolta.

L’Inchinata sugellerà il sacro saluto e l’effige del Ss.mo Sacramento, tornerà nella sua dimora stabile presso la chiesa di San Pietro.

Quando cala la notte profonda, inizia la vera e propria processione-pellegrinaggio verso la piccola chiesa, che con la sua struttura semplice, custodisce l’intimità del ritratto della Vergine con il Bambino in un’oasi di pace.

L’effigie sacra della Madonna del Giglio – una splendida icona incorniciata d’oro, sormontata da una corona e adornata da un cuscino di fiori freschi nei toni del bianco e del blu – si muove fluente tra la gente.

Davanti a lei, il Parroco guida le preghiere affiancato dalle suore, dai portatori della Confraternita, seguito dalla popolazione.

La vera anima della processione, il popolo: un lungo corteo di donne, uomini e bambini che si è snodato lungo la strada provinciale che dal centro del paese, conduce alla Tiburtina Valeria per alcuni kilometri.

Ognuno stringe tra le mani un piccolo cero, protetto da un paralume colorato: fiammelle rosa, azzurre e bianche creano un fiume di luce tremolante contro il buio della vegetazione e i muri di pietra viva del borgo e della campagna circostante. Lo stendardo azzurro cangiante, ondeggia fiero di se a mo’ di faro. Sui volti stanchi ma sereni delle donne in prima fila, si legge l’orgoglio di portare avanti una tradizione immutata, il peso di una promessa o semplicemente la gratitudine per essere di nuovo lì, insieme, sotto lo sguardo della Vergine.

Dopo la solenne benedizione, per gentile offerta, un’Ave Maria di Shubert interpretata dalla musicista-violinista Margherita Fina ha terminato la celebrazione religiosa e avviato l’apertura dei giochi, dei fuochi artificiali che sopra le loro teste, come costellazioni artificiali illuminano e rallegrano riportando alla festa. Le candele consumate lasciano spazio al silenzio, Anticoli Corrado sa di aver rinnovato ancora una volta il suo patto più antico: quello tra la sua gente, la sua devozione e la sua protettrice, che torna ad essere collocata nella sua posizione stabile.

Domenica 13 settembre, un nuovo appuntamento per la popolazione: la Messa solenne, la partecipazione di tutte le Congregazioni e una nuova processione all’interno del borgo.

Paola Caccavale