Arcinazzo Romano in festa per il suo patrono san Giorgio Martire

Il 23 aprile, come da antica e venerata tradizione, la comunità di Arcinazzo Romano si è raccolta in devota partecipazione per celebrare la memoria di San Giorgio Martire, celeste Patrono del paese. Rinnovata e viva si manifesta, anno dopo anno, la fede del popolo verso questo glorioso testimone di Cristo, figura luminosa di coraggio e di fedeltà evangelica, che la tradizione iconografica consegna quale vincitore del male, raffigurato nel drago.

La solenne celebrazione liturgica, presieduta da Mons. Mariano Licorni, alla presenza del parroco don Crispino e dei sacerdoti don Antonello Sacco, don Enrico e don Fedele, ha visto la partecipazione raccolta e composta dei fedeli.

A seguire, alla presenza di numerosi fedeli, del Sindaco e delle autorità civili, si è svolta la processione, preparata con cura dalle Confraternite, che ha accompagnato l’effigie del Santo dalla chiesetta a Lui dedicata fino alla Chiesa S. Maria Assunta, in un clima di intensa preghiera e profonda partecipazione spirituale. Don Mariano durante l’omelia, ci ha ricordato di “… guardare all’esempio e alla testimonianza di S. Giorgio martire, per vivere nel quotidiano da persone risorte. Persone che vogliono essere segno non di se stessi, ma dell’amore di Cristo. Con S. Giorgio, anche noi possiamo vincere il male nel mondo con le armi che Cristo ci ha dato, l’amore, il perdono, l’ascolto, di camminare insieme come comunità, … di non essere come il popolo di Israele, che pur liberato dalla schiavitù, mormorava contro Dio”.

Nel pomeriggio la comunità ha potuto sostare in venerazione dinanzi alla tradizionale esposizione di tutte le sacre reliquie di vari Santi custodite dalla Parrocchia, tra le quali spicca la preziosa reliquia della Santa Croce, segno supremo della Redenzione, la cui festa ad Arcinazzo Romano si celebra il 3 maggio di ogni anno.

A coronamento della giornata, si è rinnovato il tradizionale gesto dello scambio dell’effigie di San Giorgio tra le famiglie del paese: un rito semplice e carico di significato, mediante il quale una famiglia accoglie l’immagine del Santo, custodendola con devozione per l’intero anno, quale segno di protezione e di benedizione.

Elio de Santis