Sabato 6 giugno, presso la sala polivalente della curia di Palestrina, si è tenuto l’ultimo incontro del corso di formazione della Caritas, guidato da don Massimo Grilli. Il tema economia della Carità nella Bibbia. Nell’Antico Testamento abbiamo i profeti che sono stati uccisi perché la loro voce e la loro vita erano una denuncia verso le ingiustizie del tempo. Dio non voleva accentuare la differenza tra uomo e donna, non c’è chi cammina davanti, l’uomo, e chi dietro, la donna. Dio infatti dice all’uomo che vuole creare qualcuno che gli sia di fronte, non accanto, nemmeno dietro. I due devono guardarsi e creare una relazione alla pari. Oggi nel nostro tempo abbiamo una triade composta da tre parole che iniziano con la lettera S: soldi, sesso e successo. Il tutto visto nel senso di possedere, di possesso, per questo l’apparato cristiano si sta sfaldando anche dal punto di vista umano e sociale, con il rifiuto del matrimonio e del battesimo.
Nel Nuovo Testamento gli Atti degli Apostoli, al capitolo secondo e quarto, viene specificato che la povertà non è un ideale e la ricchezza è un bene, ma lo scandalo sta nei poveri che vediamo sopravvivere intorno a noi. I cristiani dovrebbero dimostrare che c’è un’alternativa alle tre S, la Chiesa deve dimostrare questo. La Caritas deve farlo riscoprendo che c’è bisogno di relazione per far riemergere la dignità umana.
San Crisostomo diceva ai fedeli: “non era d’oro né d’argento quel Calice, tu vuoi ornare l’altare ma non puoi farlo se lasci che qualcuno muoia di fame”.
Don Milani, nuovo profeta, fu scacciato dall’arcivescovo di Firenze e mandato a Barbiana, paese con pochissimi abitanti, ma non si perse d’animo ed iniziò ad alfabetizzare i bambini e gli adulti. Il suo più caro amico era un certo “Pipetta”, comunista, e per questo scomunicato dalla Chiesa, ma umanamente e di fatto generoso e buono con tutti.
Le parole dei nuovi profeti devono essere giustizia, pane e acqua, parole cosiddette “penultime” per arrivare all’ultima parola che è Eucaristia. Dio lo incontri sulla strada e infine sull’altare.
Anna Anselmi





