Celebrato il convegno ecclesiale

Ritrovare la nostra identità: «Stirpe eletta, sacerdozio regale, nazione santa»

La Chiesa di Tivoli e di Palestrina ha ricevuto la Lettera Pastorale che guiderà il cammino nell’anno 2025-2026. Non basta ricevere un documento, è necessario accoglierlo, “mentalizzarlo”.

Questo è stato lo spirito del Convegno ecclesiale, celebrato domenica 12 ottobre 2025 nel Santuario N. S. di Fatima in San Vittorino Romano, un momento di Chiesa diocesana in stile sinodale con i tre atteggiamenti: compresenza, complementarietà, corresponsabilità. Dopo la preghiera il Vescovo Mauro ha offerto una relazione incentrata sul titolo della Lettera Voi siete stirpe eletta, sacerdozio regale, nazione santa (1Pt 2,9), aiutando a cogliere la forza e la bellezza di questa espressione che esprime la chiamata speciale da parte di Dio, il compito di mediazione tra Dio e il mondo e l’impegno di vivere la logica del Vangelo con coerenza.

L’assemblea è stata invitata a riscoprire l’atteggiamento della contemplazione che fonda la fede per «guardare la storia, nostra e quella intorno a noi, con gli occhi di Dio», cogliere la ricchezza che sfugge allo sguardo umano e risvegliare l’identità divina, dono gratuito di Dio, da ricevere e non da conquistare.

Il Vescovo ha invitato tutti a risvegliare lo sguardo di fede capace di cogliere le opere che Dio compie nella vita e nella Chiesa. Riappropriarsi dell’identità battesimale conduce a ravvivare l’entusiasmo e la meraviglia, che alimentano la dimensione battesimale. Il Battesimo ha un carattere esistenziale: donando l’identità di figlio di Dio e impegnando a esprimere nella vita la dignità divina risponde agli interrogativi profondi dell’esistenza, chi sono e qual è il senso della vita.

Con il Battesimo tutti diventano figli di Dio. Questa realtà non è omologazione, ma salva l’unicità di ciascuno nel dono ricevuto dallo Spirito per l’edificazione del Corpo che è la Chiesa. «Cominciare insieme a diventare Chiesa che discerne e valorizza i doni di ciascuno, i ministeri»,

il Vescovo ha così orientato il cammino futuro per creare una mentalità nuova in vista dell’istituzione dei diversi ministeri, con un cammino di accurato discernimento e di formazione a diversi livelli.

Infine il Vescovo ha idealmente “aperto le porte della Chiesa” invitando all’impegno di essere “sale” e “luce”, capaci di una presenza che faccia la differenza in ogni ambito, con una testimonianza forte e coerente.

È urgente questo impegno dentro una società segnata dalla frammentazione, dalla fluidità, dalla demotivazione: «oggi più che mai c’è bisogno che Dio metta in noi la santa inquietudine della testimonianza. Il mondo ha bisogno di punti fermi, di principi chiari, di verità forti che non cambiano con il cambiare delle mode e delle sensibilità», il richiamo del Vescovo, che ha continuato: «questo, e solo questo, donerà stabilità e forza, chiarezza e riporterà la dignità della persona, il rispetto della vita, l’armonia nelle diverse strutture del vivere umano e civile».

Quale il filo rosso che guida il cammino della nostra Chiesa?

«Ritengo che lo Spirito – ha richiamato il Vescovo – voglia dire su di noi la parola: gioia, che nasce dalla consapevolezza di sapersi salvati da Gesù, riconciliati con Dio e innestati nel corpo che è la Chiesa. La gioia dunque del sapersi “stirpe eletta, sacerdozio regale, nazione santa”, al di là di ogni limite e di ogni fragilità».

Al termine della relazione, il riferimento a san Giovanni Paolo II che invitava la Chiesa di Roma: «cerca e trova te stessa al di fuori di te stessa».

«Credo che queste parole valgano anche per noi. Siamo Chiesa in virtù del Battesimo che abbiamo ricevuto e che ci chiede di recuperare la dimensione missionaria della nostra vita se non vogliamo rinunciare al dono ricevuto nel Battesimo» ha concluso il Vescovo.

È seguita la presentazione dello spirito pastorale e delle linee programmatiche e il riferimento alla dimensione spirituale che deve fondare ogni cammino della Chiesa.

Significativa la consegna della Lettera Pastorale ai rappresentanti delle diverse categorie che compongono la Chiesa, una famiglia, un giovane, un seminarista, un sacerdote e una religiosa, durante la preghiera dei Vespri che ha concluso il pomeriggio.

Gianluca Zelli
Vicario episcopale catechesi