Sono passati 65 anni dal tragico incidente ferroviario di Mandela, avvenuto il 15 novembre 1960, che causò la morte di sette persone, quasi tutte nate a Cineto Romano e ferì molte altre. La comunità di Cineto, ha ricordato la tragedia con una commemorazione a cui hanno partecipato autorità religiose e civili.
Quel giorno, una corriera con a bordo diverse persone, tra cui alcuni abitanti e studenti di Cineto, si diresse verso Tivoli. Quando il mezzo giunse in prossimità di Mandela, l’autista, Alberto Civili, di 28 anni, per la fretta, convinse la casellante ad alzare la sbarra per favorire il rapido passaggio della corriera. Tuttavia, solo un minuto dopo (alle ore 7.24), il convoglio proveniente da Roma, il direttissimo n. 772 per Pescara, travolse il veicolo in fase di attraversamento dell’unico binario.
Le vittime furono sette: Cianti Carolina (56 anni), Colasanti Luisa (26 anni), Latini Francesco (12 anni), Latini Giovanni (19 anni), Latini Quintilio (14 anni), Meloni Bruno (12 anni) e Pucci Antidio (55 anni). Molti altri rimasero feriti, mentre alcuni si ritrovarono miracolosamente illesi. La comunità di Cineto Romano ricorda questo tragico evento con un tributo presso il monumento eretto al cimitero, una rotaia ferroviaria divelta a simboleggiare l’impatto.
Durante la commovente commemorazione, il Vicario don Salvador Magana ha invitato i partecipanti ad un momento di preghiera, il Sindaco ha letto i nomi di tutti i defunti coinvolti, l’Associazione culturale “il Segnalibro” e il “Centro Sociale Anziani” di Cineto hanno deposto degli omaggi floreali in memoria delle vittime.
Maria Cristina Nunziati





