Compie cinquecento anni la Confraternita di s. Antonio abate

La Confraternita di Sant’Antonio Abate di Olevano Romano ha festeggiato 500 anni dalla sua costituzione(1526- 2026) e cento anni dello Stendardo, realizzato dall’artista olevanese Augusto Antonelli nel 1926, ed in occasione dei festeggiamenti del Santo con la Barba bianca ha voluto ricordare questa ricorrenza in maniera particolare.

Come prima cosa ha fatto realizzare delle Coroncine del Rosario con l’immagine del Santo degli animali ed un libro per lasciare memoria della vita della Confraternita, posti in circolazione durante il triduo ed il giorno della festa.

Sabato 17 gennaio alle 18, presso la chiesa parrocchiale è stata celebrata la messa solenne per la chiusura del Giubileo di santa Margherita, senza mettere in secondo piano i festeggiamenti per sant’Antonio Abate, anzi erano presenti entrambe le immagini come un vero esempio di Comunione dei Santi e con i Santi.

I Confratelli, che hanno partecipato numerosi, hanno animato la celebrazione occupandosi del servizio liturgico, ed al termine, prima dell’esibizione della Banda Musicale e del Coro Soli Deo Gloria, ha provveduto a premiare i partecipanti alla 11^ Edizione del Concorso “Presepi in famiglia”.

Domenica 18 la Processione che è partita dalla chiesa di Santa Margherita, passando per il Centro storico a “Valle” si è diretta verso il Santuario della Madonna di Colle Maggio per la celebrazione Eucaristica prima della Benedizione degli animali e la distribuzione delle candele nella piazza antistante.

All’interno del Santuario è presente un altare dedicato a sant’Antonio abate e da sempre, come risulta nei documenti della Confraternita, è compito della stessa provvedere alla manutenzione, come confermato nel Libro dei Sindacati del 1875 della Venerabile Compagnia.

Per questa importante ricorrenza la Confraternita ha voluto riprendere questo compito facendo realizzare delle tende per adornare il suddetto altare per renderlo idoneo all’evento come un vestito per la festa, cosa che ha trovato il consenso di tutti.

Fabrizio Lanciotti