«Con lo sguardo fisso su Gesù»

Ritiro di Quaresima per il clero di Tivoli e di Palestrina a Villalba di Guidonia

Il clero delle diocesi di Tivoli e di Palestrina si è riunito questo giovedì 12 marzo nella chiesa di San Giuseppe Artigiano in Guidonia per il ritiro mensile. A guidare il momento di riflessione quaresimale mons. Giovanni Tani, Vescovo emerito di Urbino-Urbania-Sant’Angelo in Vado. Dal tema «Tenendo fisso lo sguardo su Gesù», l’incontro è stato un invito ai sacerdoti a vivere la loro fede e la loro vita sacerdotale avendo Gesù come punto fermo di riferimento. Invece di perdersi in tanti impegni, è necessario fermarsi e guardare all’origine delle cose, punto dal quale ogni cosa riceve significato e senso.

Facendo riferimento a questo passo della lettera agli Ebrei (Eb 12,2), mons, Tani ha spiegato che in realtà tutta la liturgia esorta a guardare a Gesù, in modo particolare per questo tempo di Quaresima, «periodo necessario per approfondire la nostra conoscenza e il nostro amore per il Signore, per esaminare i nostri cuori e le nostre vite. Nonché concentrare nuovamente lo sguardo su Gesù e sul suo amore per noi». Non solo lo sguardo nostro, ma saper invitare gli altri a focalizzare su Gesù, come Giovani Battista fece, chiedendo ai suoi discepoli di porre lo sguardo sull’Agnello di Dio.

«Con la presenza di Gesù nel mondo, Dio non ha più bisogno di parlare, perché, giustamente, tutto quello che aveva detto nel passato si è compiuto in Gesù», ha detto mons. Tani, citando san Giovanni della Croce. Per dare forza a questa idea, il Predicatore ha immaginato queste parole dette dal Padre con lo scopo di orientare lo sguardo verso suo Figlio: «Se vuoi che ti risponda con qualche parola di consolazione, guarda mio Figlio, a me obbediente e per amor mio sottomesso e sofferente, e avrai molte risposte».

La preghiera resta il modo migliore di fissare il proprio sguardo su Gesù. È là che Dio ci parla, là viviamo in Gesù. Infatti, ha detto il Vescovo Emerito, facendo riferimento a don Oreste Benzi, «se viviamo solo per Cristo e con Cristo, rischiamo di diventare facchini del Signore. Vivendo in Lui invece, si entra nella libertà degli innamorati, di chi è innamorato del Signore. La preghiera dà all’anima un tale impero sulle cose e una così piena libertà da non riconoscersi più», ha concluso il Predicatore.

Roberto Sisi