Concluse le celebrazioni del patrono

Nell’ottavario della solennità di sant’Agapito la comunità riunita ha pregato per Camilla Cecconi

Martedì 25 agosto in duomo si sono chiusi i festeggiamenti in onore di sant’Agapito martire. Durante l’Ottava le comunità parrocchiali della città di Palestrina si sono ritrovate ognuna in cattedrale per celebrare con i loro parroci ed animare la Messa vespertina in onore del patrono.

Martedì don Ludovico ha presieduto la Celebrazione eucaristica concelebrata da alcuni sacerdoti della città e alla presenza del sindaco e delle autorità. Un «coro interparrocchiale» ha animato con il canto la Messa. Numerosa la partecipazione dei fedeli, molti i ragazzi che hanno preso parte alla liturgia eucaristica durante la quale è stata suffragata l’anima della giovane catechista della Sacra Famiglia, Camilla Cecconi, nel secondo anniversario della sua tragica dipartita. Nell’omelia il parroco del duomo don Ludovico Borzi ha commentato il vangelo e sottolineato come la severità di Gesù in alcune circostanze ci spiazzi, ma dalle sue parole possiamo imparare ad essere autentici. Siamo chiamati alla purezza interiore, come Agapito, bello interiormente, innamorato del Signore. Questo è valso anche per Camilla. «Tutti abbiamo visto lo sguardo, la sua bellezza esteriore, che traduce la sua bellezza interiore». Essere belli dentro significa coltivare misericordia, giustizia e fedeltà. Custodire come un tesoro il deposito della fede cristiana che Agapito ha insegnato tanti secoli fa. Così si annulla la morte. La morte di persone belle dentro diventa vita eterna, è stato così per Agapito, a 1752 anni dal martirio, e lo è anche per Camilla ed i nostri defunti che ci hanno trasmesso del bello.

A chiusura della sua meditazione don Ludovico ha citato una profonda riflessione di una monaca carmelitana, santa Maria di Gesù Crocifisso. Se una caraffa di acqua viene gettata in mare, il contenuto si perde nel mare; così accade per l’uomo che si è gettato in Dio. Egli ha dato la sua volontà a Dio e lui e Dio fanno una cosa sola. Come per l’acqua della caraffa in mare, così accade per l’uomo che si è perso in Dio: quando lo si cerca non si vede che Dio. Così è stato per Agapito, così preghiamo che sia anche per Camilla. L’augurio è che sia così per ciascuno. Dopo la Messa la processione con il busto reliquiario del patrono ha percorso le vie del centro storico. I festeggiamenti si sono conclusi con la benedizione in duomo.

Maria Teresa Ciprari