Custodire volti e voci: custodire noi stessi. La sfida dell’Intelligenza artificiale “non è tecnologica, ma antropologica”, osserva Leone XIV nel Messaggio per la 60ª Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali (domenica 17 maggio). Parole che non constatano: provocano. Se la comunicazione parte dallo strumento, si riduce ad algoritmo: efficienza pura, ma cuori spenti. Omologazione galoppante. Peggio: seppelliamo talenti umani sotto valanghe di dati, delegando creatività ed empatia alle macchine. Ribaltiamo tutto. Centriamo la persona. Nasce una rivoluzione: comunicazione viva, relazionale, custode di dignità, volti e voci uniche.
L’IA? Regoliamola sull’umano: ascolto autentico, incontro continuo, empatia che abbatte barriere digitali. Custodire l’umano è rifiutare i simulacri: voci finte, volti artificiali che svuotano il dialogo. È prossimità vera, reciprocità che lega mente e cuore. Non perdiamo l’occasione. Scegliamo l’umano. O il futuro ci sceglierà al posto nostro.
Vincenzo Corrado,
direttore Uff. nazionale Comunicazioni sociali





