Da Gallicano ad Assisi, il ritiro dei cresimandi con le famiglie

16 maggio 2026, le parrocchie di Gallicano nel Lazio si riuniscono e alle sei del mattino si ritrovano in paese per partire con due pullman. Famiglie, ragazzi e catechisti e il parroco don Luigi Proietto, sono pronti a recarsi all’incontro ad Assisi con i “Campioni dello Spirito Santo”, i santi Francesco e Carlo Acutis.

L’obiettivo è quello di sigillare il cammino di fede verso il Sacramento della Confermazione con genitori e figli, fianco a fianco, cosa ormai poco scontata visto il ritmo del mondo che viviamo.

All’arrivo in Assisi ci attende il sole, con lo scorcio delle montagne innevate. Il primo step è la basilica con un momento di raccoglimento davanti alla tomba di san Francesco, tutti spontaneamente in ginocchio.

Nella Basilica superiore, nel silenzio, si spiegano alcuni affreschi del famoso ciclo di Giotto, che racconta la vita del santo che si spogliò di tutti i suoi averi e ricevette le stimmate sul monte della Verna. Alle 11 è stata celebrata la santa Messa nella chiesa di San Pietro, dove sono alcune reliquie di Carlo Acutis, il santo di internet l’influencer di Dio.

Don Luigi ricorda dall’altare quanto sia importante questa giornata per la nostra comunità, in uscita per darci nuovi stimoli e condividere, tra le famiglie e i ragazzi, momenti di ascolto e di speranza.

Dopo la Messa animata dal coro parrocchiale ci dirigiamo, con un cammino tutto in salita, sotto un po’ di pioggia e con gli ombrelli aperti, all’incontro presso il Santuario della Spogliazione, da san Carlo Acutis, dove il gruppo ha transitato con grande emozione vedendo un giovane che sembra che dorma.

Carlo e Francesco ci comunicano che la loro “autostrada per il cielo” passa attraverso il senso della loro vita, vissuta con lo sguardo verso Dio. “Non io ma Dio” è la frase famosa del giovane Acutis.

Dopo il pranzo a Santa Maria degli Angeli ci apprestiamo a transitare alla Porziuncola, per chiedere grazie e conforto per le famiglie e i cresimandi, ma prima ci fermiamo sul sagrato con i ragazzi e nell’aria arriva una domanda: «siete pronti a ricevere lo Spirito Santo dopo il cammino fatto?» «Sì certo, siamo pronti, perché ci sentiamo cresciuti».

La giornata si conclude con un breve incontro organizzato con un frate che ha raccontato di Francesco, come possa essere esempio per la nostra vita e ci ha lasciato con una domanda: quale era il più grande desiderio di san Francesco? La risposta: «essere felice».

Ci apprestiamo a risalire sul pullman con la Preghiera semplice, che ci sprona a metterci sempre in discussione e a chiederci quale testimonianza vogliamo lasciare lungo il percorso della nostra vita da battezzati cristiani.

Fabio Checchini