La venerata immagine della Madonna delle Grazie ha lasciato il santuario come da tradizione
«Ella è tornata ancora, tra i figli suoi, Maria». Così recita il canto tradizionale legato alla Festa della Madonna delle Grazie di Quintiliolo. La festa della prima domenica di maggio affonda le sue radici in una lunga tradizione: i contadini di Tivoli, nei secoli scorsi – così devoti alla nostra amata icona della Madonna – la volevano più vicina a sé. Invocavano la materna sollecitudine di Maria, infatti, e la sua intercessione presso il Signore, per la grazia di un raccolto abbondante nell’autunno.
La volevano vicina, come ogni figlio verso la propria madre. La volevano vicina, per sentire la sua protezione, il suo affetto, la sua tenerezza; per sperimentare la potenza della sua intercessione e vederne, anche, i risultati materiali. Oggi è invocata sotto il titolo di Maria Ss.ma dell’Abbondanza delle Grazie. Abbondanza di grano e di ogni frutto del suolo; abbondanza di grazie e della rugiada celeste.
Ecco perché ogni prima domenica di maggio l’icona della Madonna, tanto amata da ogni tiburtino, viene portata in processione dai Butteri. (Tornerà al Santuario, poi, nella prima domenica di agosto). È il vescovo, Mons. Mauro Parmeggiani, che guida la processione cittadina. L’icona è accompagnata da preghiere, canti, il suono della banda, e l’acclamazione del popolo in festa. Celebrata la S. Messa delle ore 7 di mattina al Santuario di Quintiliolo, l’icona è portata dai Butteri e seguita dal popolo sino all’Arco di Quintiliolo. Da lì, il vescovo la raggiunge e guida la processione per le vie della città, fino alla Cattedrale S. Lorenzo.
Come si accoglie Gesù nell’Eucaristia, nella Solennità del Corpus Domini, con un’infiorata e petali di rosa, per tradizione il popolo tiburtino ha voluto donare anche all’effigie di sua Madre, Maria – col Bimbo Gesù in braccio – un onore simile. L’infiorata ha dunque accolto il vescovo e l’icona della Vergine, portata processionalmente verso l’ospedale, dove ha sostato come per dare un saluto e un segno di materna consolazione e vicinanza ai malati della città. Giunti alla Cattedrale, il vescovo ha presieduto una Messa solenne con partecipazione del popolo tiburtino. I segni esteriori di festa erano accompagnati – ne siamo certi – da molti segni interiori di conforto, consolazione e vicinanza di Maria ai nostri cuori, ai cuori di tutti i suoi figli. «Ella», infatti, «è tornata ancora, tra i figli suoi».
Joseph Spence
Rettore del Santuario di Quintiliolo





