Dal carisma la ministerialità

Nella lettera del Vescovo Mauro «il ministero» come servizio nella Chiesa e nel mondo

Nella Lettera Pastorale “a ciascuno una manifestazione particolare dello Spirito” dopo aver approfondito la dimensione del carisma, il Vescovo Mauro conduce il cammino e invita a sostare sul tema della ministerialità che è strettamente collegata con il carisma. La riflessione offerta scaturisce da alcuni interrogativi: da dove nasce la ministerialità? Su cosa si fonda? Come si esprime? Riferimento essenziale è ancora il Battesimo, che conferisce tra gli altri doni, quello del sacerdozio comune.

Riferendosi alla Costituzione conciliare Lumen Gentium che annuncia “per la rigenerazione e l’unzione dello Spirito Santo i battezzati vengono consacrati per formare un tempio spirituale e un sacerdozio santo” si richiama la dignità che riporta al carattere dell’uguaglianza nella Chiesa che comporta la revisione della struttura della Chiesa stessa, che è in riferimento alle diverse funzioni e non alla diversa dignità. Accanto a questo fondamento, viene richiamata la comune vocazione della Chiesa: l’evangelizzazione alla quale tutti sono chiamati a partecipare alla luce del carisma, ricevuto, riconosciuto che diventa ministero, posto a servizio della missione di annunciare il Vangelo. Il ministero dunque si colloca entro una cornice di riferimento e si muove entro due orizzonti: quello ecclesiale , dove nasce, viene riconosciuto, si alimenta e viene messo a disposizione nei diversi servizio e quello del mondo dove si esprime pienamente nella testimonianza profetica.

Il Vescovo fa riferimento alla ministerialità di fatto, che comprende ogni servizio, alla ministerialità istituita, con il formale riconoscimento e la ministerialità diffusa e laica in riferimento all’ambito del mondo. Da questa riflessione si evince come la parola associata al ministero è il servizio, che ne costituisce l’essenza e nel contempo lo esprime in pienezza.

Il Vescovo richiama come “il servizio è la dimensione del discepolato…Questo legame è talmente forte che possiamo dire che non è vera fede quella che non si traduce nel servizio” (Lettera Pastorale n.5). Richiamo imprescindibile è a Gesù, maestro del servizio che ha lasciato l’esempio da seguire (cfr. Gv.13,15). Lui è il modello perfetto del servo, da contemplare ed imitare. La relazione con Lui, coltivata mediante l’ascolto della Parola, l’Eucaristia ed una vita di preghiera, fonda il vero servizio e lo rende “sacramento della Sua presenza”. A tal proposito nella Lettera si richiama la regola aurea dell’autentico servizio: “cercare il Signore e non se stessi e gli altri devono scorgere la presenza del Signore che agisce “in” e “attraverso” colui che serve”(Lettera n.55). Carisma, ministero, servizio sono i passi essenziali del cammino vocazionale che ciascuno è chiamato a compiere per essere fedele al Battesimo e all’opera dello Spirito che nel Battesimo agisce e dal Battesimo conduce la vita.

Gianluca Zelli