“Oggi è nato per voi il Salvatore”, è questa la Buona Notizia che il Vescovo ha voluto far risuonare nella Messa della notte del Santo Natale, celebrata nella Cattedrale San Lorenzo di Tivoli. Sottolineando la veracità e la storicità di un fatto avvenuto in un tempo preciso nella città di Betlemme, il Vescovo ha detto: “Gesù è la luce che vince le tenebre del peccato e della morte, ed è la nostra speranza, che orienta il senso della nostra vita perché è amore e solo l’amore ci cambia, è nata realmente, non è una favola che può passare fuori moda ma che si è fatta carne a Betlemme di Giudea durante l’Impero di Cesare Augusto, in tempo di pace, durante un censimento.” Entra nella storia il Figlio di Dio con i tratti della debolezza, indifeso… In Gesù adagiato nella mangiatoia è invece presente in pienezza il vero, eterno Dio, con delicatezza affinché tutti possiamo accogliere l’amore che viene a portare. Commentando il Vangelo, il Vescovo ha evocato la figura dei pastori, a chi per primo si manifesta il Dio con noi, il Bambino di Betlemme. “non erano per niente gente semplice e buona, innocente e onesta, stimati da tutti Erano catalogati tra i più impuri degli uomini, conducevano una vita non troppo diversa da quelle delle bestie che pascolavano… Ebbene è a costoro che è destinato il messaggio celeste, è a costoro che la luce che infrange il buio della notte appare e viene così annunciata la gioia di questa notte, la gioia del Natale, la gioia che dovrebbe sempre scaldare i nostri cuori, farci sperare sempre, la gioia che dobbiamo ricuperare aprendoci ad essa ogni giorno sempre di più.
Il 25 invece, il Vescovo ha celebrato la Messa della Natività nella Cattedrale San Agapito di Palestrina. Commentando il Vangelo del giorno, Monsignor Parmeggiani ha detto: “Se Dio prima dell’incarnazione era difficile da comprendere, ora la sua gloria si manifesta in una vita come la nostra. E questo dimostra che non è vero che l’esistenza secondo la fede sia asettica, aliena dalla carne, ma che la nostra stessa carne è stata redenta ed è diventata luogo dove Dio si può manifestare. Dio non ha problemi a prendere parte della nostra vita e delle condizioni più umili”. Il Vescovo ha poi sottolineato quanto la “gloria” di Dio si sia manifestata così attraverso uno svuotamento di se stesso, una detronizzazione che Dio accetta pur di creare per poi mantenere per sempre un contatto con noi, una relazione con noi, per avere un incontro con noi!” Dal mistero dell’incarnazione, il Vescovo invita a capire il valore della nostra carne e della nostra rilevanza, di apprezzare quanto Dio sia disposto a svuotarsi per essere vicino a me.





