Dilexi Te, la prima esortazione di Leone XIV

Firmata il 4 ottobre 2025, festa di San Francesco di Assisi, la prima esortazione apostolica di Papa Leone XIV è stata pubblicata il 9 ottobre. Dilexi te, un testo di 121 punti in 5 capitoli, direttamente ispirato al Vangelo di Cristo, fattosi povero diventando uomo, riafferma l’insegnamento della Chiesa sui poveri da 150 anni.

Il testo si concentra sull’amore per i poveri, i cui volti riflettono “la sofferenza degli innocenti”. Il Papa denuncia l’economia che uccide, le disuguaglianze, la violenza contro le donne, la malnutrizione e la crisi dell’istruzione. Si tratta di un invito ai credenti ad alzare la voce per denunciare “le strutture di ingiustizia” che “devono essere distrutte dalla forza del bene”.

«L’amore di Cristo si incarna nell’amore per i poveri, manifestato nella cura dei malati; nella lotta contro la schiavitù; nella difesa delle donne vittime di esclusione e violenza; nel diritto all’istruzione; nel sostegno ai migranti; nell’elemosina, che è giustizia restaurata, non un gesto di paternalismo»; e nell’equità, la cui mancanza è «la radice di tutti i mali sociali», scrive tra l’altro il Papa.

Il Sommo Pontefice agostiniano segue così le orme dei suoi predecessori: Giovanni XXIII, con il suo appello ai Paesi ricchi nella Mater et Magistra a non rimanere indifferenti ai Paesi oppressi dalla fame e dalla povertà; Paolo VI, nella Populorum Progressio, e il suo intervento all’ONU “a difensore dei poveri”; Giovanni Paolo II, che consolidò dottrinalmente “il rapporto privilegiato della Chiesa con i poveri”; Benedetto XVI e la Caritas in Veritate, con la sua interpretazione delle crisi del terzo millennio. Infine, Francesco, che fece della preoccupazione “per i poveri” uno dei capisaldi del suo pontificato. Si può dire che Dilexi te completa e si pone nella continuità dell’ultima Enciclica del Papa argentino Dilexit nos sul Cuore di Gesù.

Forte, infatti, è il “legame” tra l’amore di Dio e l’amore per i poveri: attraverso di loro, Dio “ha ancora qualcosa da dirci”, afferma Papa Leone XIV che ribadisce l'”opzione preferenziale” per i poveri.

«Sui volti feriti dei poveri troviamo impressa la sofferenza degli innocenti e, di conseguenza, la sofferenza di Cristo stesso», scrive il Pontefice. Analizzando i diversi volti della povertà (morale, spirituale, culturale; di quanti sono privati ​​di diritti e di libertà o delle nuove povertà e mancanza di equità), il Papa offre numerosi spunti di riflessione e diversi stimoli all’azione.

Di fronte alla povertà, Leone XIV ritiene insufficiente l’impegno per eliminare le cause strutturali della povertà in società segnate da «numerose disuguaglianze», dall’emergere di nuove forme di povertà «più subdole e più pericolose» e da regole economiche «efficaci per la crescita, ma non per lo sviluppo umano integrale».

Roberto Sisi