domenica, 17 Ottobre 2021
Il Vescovo Mauro Parmeggiani

 

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Patroni e Santi

Sant’Agapito di Praeneste, Patrono della Diocesi Suburbicaria di Palestrina e Patrono della Città di Palestrina. Il Dies Natalis si festeggia il 18 Agosto. 

Agapito nacque a Praeneste intorno alla seconda metà del III secolo d.C. da una famiglia prenestina di alto rango. In giovane età venne avviato agli studi di diritto romano, per questo dovette trasferirsi a Roma. Qui, insieme alle leggi, apprese anche i primi fondamenti della vita di Cristo, attraverso gli insegnamenti del suo precettore, un maestro di nome Porfirio. 

Agapito si convertì subito alla nascente religione cristiana, da adepto cadde vittima delle persecuzioni che in quel tempo cercavano di minare le prime comunità cristiane. Arrestato, fu condotto davanti all’imperatore Aureliano (270-275 d.C.) che lo esortò a rinunciare alla fede, chiedendogli di celebrare un sacrificio al cospetto degli dei, come prova del suo rinnegamento.

Aureliano aveva infatti deciso di porre un freno alla crisi sociale ed economica in atto nell’Impero ridando nuova linfa al culto degli dei del pantheon romano. Per questo motivo aveva fortemente sostenuto la diffusione del culto del Dio Sole Invitto, Sol Invictus, erigendolo a culto ufficiale dello Stato, nel tentativo di rianimare una religiosità pagana che andava sempre più spegnendosi sotto i colpi dei nuovi culti, spesso provenienti dall’Oriente, che tendevano a soddisfare una forma di spiritualità più personale, più intima che collettiva. Per ottenere questo egli sostenne fortemente la politica di soppressione del nuovo culto cristiano, ostacolandone la diffusione, particolarmente tra i più giovani. Questo tentativo promosso da Aureliano non va inteso come una forma di vera e propria persecuzione contro i cristiani visto che gli storici dell’epoca non ne fanno specifica menzione, ma dovette rientrare nelle quotidiane attività di polizia urbana che venivano effettuate dall’autorità romana contro i seguaci delle altre religioni.

Agapito, però, oppose il suo fermo rifiuto alla richiesta fattagli da Aureliano e allora quest’ultimo ordinò di punirlo. Il Prefetto di Roma, Flavio Antioco (o Antiochiano), venne quindi incaricato di seguire direttamente i supplizi e di eseguire la sentenza di morte nel caso in cui il giovane non avesse ritrattato. Le pene inflitte ad Agapito si fecero via via sempre più crudeli. Venne lasciato senza cibo e acqua per giorni interi cercando di farlo sconfessare con lusinghe e minacce. Risultate vane queste ultime, vista la sua irremovibilità, si decise di rovesciargli addosso un vaso pieno di braci ardenti. L’azione, però, non diede l’effetto desiderato: Agapito, invece di contorcersi ed urlare per il dolore, alzò con limpida voce un ringraziamento a Dio, che in tal modo metteva alla prova la sua fede.

Irritato oltremodo il Prefetto ordinò che fosse nuovamente percosso e quando i suoi aguzzini smisero, accusando loro la stanchezza, fu ordinato di legarlo ad un albero a testa in giù e di esporlo alle fiamme di un focolare. Anche questo supplizio non sortì gli effetti desiderati. Passati infatti cinque giorni, trascorsi i quali si credeva che oramai il giovane fosse morto per i patimenti subiti, il Prefetto si trovò davanti uno spettacolo che andava oltre ogni sua previsione: il giovane era slegato ed in buona salute, le ferite del corpo sanate, il corpo coperto da una candida veste. A quanto pare il suo Dio non l’aveva abbandonato ed aveva inviato a lui un angelo affinché lo sciogliesse dai suoi affanni.

Le condanne inflitte al corpo del giovane prenestino, compresa quella di rovesciargli addosso acqua bollente, non solo non diedero il risultato sperato, ma anzi, convinsero chi era vicino a lui della veridicità delle sue parole: il suo carceriere, un tale di nome Anastasio, dopo aver assistito a tali atti di fede si convertì.

L’Imperatore decise quindi di far tornare Agapito nella sua città d’origine, la quale ancora vantava uno dei più grandi santuari del paganesimo, il santuario della Dea Fortuna Primigenia, forse sperando, che tale visione, avrebbe potuto riportarlo alla ragione. Ma, rifiutandosi ancora di adorare le divinità del pantheon romano, venne decretato che in occasione di pubblici giochi, che a Praeneste si svolgevano alla metà del mese di Agosto, il giovane fosse condotto nell’anfiteatro della città e dato in pasto ai leoni. Ancora una volta il divino aiuto accorse affinché non fosse fatto scempio del corpo del giovane e tutti poterono vedere le feroci belve che invece di sbranarlo si limitarono a lambirne i piedi.

Questo fu veramente troppo per i funzionari imperiali che ne decretarono una morte, se non esemplare, quanto mai definitiva. Agapito fu portato in un luogo che le fonti individuano in questo modo: ubi sunt duae viae o ubi sunt duae columnae; qui, il giovane, il 18 Agosto fu alla fine decapitato. Durante la notte il suo corpo, su iniziativa di alcuni seguaci di Cristo, venne trasportato in un campo per ricevere sepoltura all’interno di un sarcofago, intorno al quale, a partire da quel momento, la prima comunità cristiana di Praeneste riconoscerà ed esprimerà la propria spiritualità

La storia della vita del Santo Agapito prenestino venne elaborata e redatta in forma di narrazione per la prima volta intorno all’anno Mille, o forse già qualche decennio prima (IX secolo d.C.), probabilmente all’interno di uno dei monasteri dell’Europa centrale, dove, a partire da un nucleo di informazioni storiche piuttosto scarne e a volte pressoché dimenticate, si tentò di diffondere attraverso un racconto per larga parte di fantasia l’esperienza di fede di numerosi santi martiri vissuti nella tarda antichità. Sono state tramandate tre versioni del racconto (passio) della vita del Santo: la passio cd. Mombriziana (IX secolo d.C.) e i due racconti contenuti nell’edizione seicentesca degli Acta Sanctorum.

ALTRI

Madonna del Buon Consiglio – Patrona della Diocesi e di Genazzano (25 aprile)
Sant’Andrea Apostolo – Patrono di Gallicano, Labico e Paliano (30 novembre)
San Rocco – Patrono di Castel San Pietro e Capranica (16 agosto)
Sant’Egidio Abate – Patrono di Rocca di Cave (1° settembre)
San Lorenzo Martire – Patrono di Cave e Zagarolo (10 agosto)
San Cesareo Martire – Patrono di San Cesareo (5 novembre)
Santa Margherita d’Antiochia – Patrona di Olevano (20 luglio)
San Vito Martire – Patrono di San Vito (15 giugno)
Santa Vittoria Vergine e Martire – Patrona di Pisoniano (9 luglio)
Santo Stefano Protomartire  – Patrono di Rocca Santo Stefano (26 dicembre e 3 agosto)
San Benedetto Abate – Patrono di Roiate (ultima domenica di agosto)
San Michele Arcangelo – Patrono di Serrone  (29 settembre)
San Sisto II Papa e Martire – Patrono di Bellegra (6 agosto)

MEMORIE

Memoria facoltativa della beata Margherita Colonna, vergine (4 gennaio)
Memoria facoltativa di San Carlo da Sezze, religioso (7 gennaio)
Memoria obbligatoria di San Tommaso da Cori, sacerdote (11 gennaio)
Memoria facoltativa di San Francesco Saverio Maria Bianchi, sacerdote (30 gennaio)
Memoria facoltativa del beato Stefano Bellesini, sacerdote (4 febbraio)
Memoria obbligatoria di San Guarino, vescovo di Palestrina (7 febbraio)
Festa della beata Vergine MariaMadre del Buon Consiglio, Patrona della Diocesi (25 aprile)
Memoria obbligatoria di San Gordiano, martire (10 maggio)
Memoria facoltativa dei beati Diego da Vallinfreda e Mariano da Roccacasale, religiosi (30 maggio)
Memoria obbligatoria di Santa Maria Goretti, vergine e martire (6 luglio)
memoria obbligatoria di San Secondino, primo vescovo di Palestrina e martire (3 agosto)
Memoria obbligatoria di San Rocco (16 agosto)
Festa di sant’Agapito Martire prenestino, Patrono della Diocesi, Titolare della Basilica Cattedrale (18 agosto)
Memoria facoltativa del beato Domenico della Madre di Dio, sacerdote (26 agosto)
Memoria facoltativa dei Santi Anastasio e Porfirio, martiri (31 agosto)
Memoria obbligatoria di Santa Rosalia, vergine (4 settembre)
Memoria facoltativa del  San Giovanni XXIII, papa, riformatore delle Diocesi suburbicarie (11 ottobre)
Memoria obbligatoria di San Paolo della Croce, sacerdote (19 ottobre)
Memoria facoltativa del San Giovanni Paolo II, papa (22 ottobre)
Memoria obbligatoria di Tutti i santi della Chiesa prenestina (5 novembre)
Memoria facoltativa del beato Grimoaldo della Purificazione, religioso (18 novembre)
Memoria obbligatoria di san Leonardo da Porto Maurizio, sacerdote (26 novembre)
Festa della Dedicazione della Basilica Cattedrale
(16 dicembre)