Due luoghi, un solo itinerario. Installazioni a Tivoli

Sono passati 800 anni (1226-2026) dalla sua morte, o meglio, dal “transito” con cui i francescani indicano il passaggio alla vita eterna di San Francesco d’Assisi. Nelle sue ultime ore chiese di essere deposto nudo sulla nuda terra, rinnovando l’atto iniziale della sua conversione quando si spogliò dinanzi al padre e al vescovo di Assisi.

Pierluigi Pastori, in collaborazione con il LabOratorio Artistico “Don Bosco” ha realizzato un’installazione artistica intitolata “Dalla polvere alla luce” che sarà visibile al pubblico dal 3 all’11 ottobre (orario:17.00-20.00) in due splendidi luoghi di Tivoli: la chiesa di Santa Maria Maggiore (detta San Francesco) e la chiesa di San Vincenzo.

Due luoghi sacri ma un unico percorso artistico e spirituale dedicato proprio al Santo di Assisi. Due opere ma un’unica soglia: il corpo che si dissolve e la parola che rimane.

Nella chiesa di Santa Maria Maggiore l’opera si confronta con il mistero del Transito. La figura di Francesco è realizzata con la fragile segatura adagiata su un piano circolare che dialoga con il pavimento cosmatesco, cioè decorato a mosaico e così chiamata perché utilizzata dalla famiglia di mosaicisti dei Cosmati. Il Santo è restituito alla terra attraverso la simbologia della materia povera, instabile, destinata a dissolversi. Il corpo non è rappresentato dalla morte intesa come fine, ma nel passaggio tra presenza e assenza, materia e memoria.

Nella chiesa di San Vincenzo, invece, il percorso varca la soglia e la materia lascia spazio alla luce. Le parole del Cantico delle Creature, traforate sulla superficie di un grande cilindro, sono attraversate dalla luce e proiettate nella navata della Chiesa. Le lettere abbandonano la superficie che le contiene invadendo l’intero ambiente e i corpi dei visitatori. La parola diventa luce e la luce si fa presenza. Il visitatore a questo punto non è più solo spettatore ma entra fisicamente all’interno dell’opera stessa.

Le due installazioni vanno lette come un unico dittico contemporaneo: la prima, racconta il compimento della vita; la seconda, la permanenza della parola. È un itinerario tra arte e spiritualità francescana che invita a riflettere sulla fragilità dell’esistenza e su ciò che, oltrepassando il corpo, genera memoria e bellezza.

Ivana Imperatori