Rivolgendosi nella sua omelia della Messa crismale in modo speciale ai presbiteri, il Vescovo ha ricordato loro: «chiamati dal Signore, siete stati conformati a Cristo, siete stati resi ministri delle cose di Dio, chiamati a essere immagine di Cristo capo e pastore anche se nello stesso tempo tutti, sia voi che io, ci sentiamo fragili, un po’ stanchi». E citando un intervento di papa Leone ha sottolineato come la fede corre il rischio «di essere strumentalizzata, banalizzata o relegata nell’ambito dell’irrilevante». Il Vangelo oggi non si confronta solo con l’indifferenza, ma anche con un orizzonte culturale diverso, in cui le parole non significano più lo stesso e dove il primo annuncio non si può dare per scontato e dove possono nascere stanchezza e scoraggiamento. Ma è proprio di fronte al mistero del male – il Vescovo ha incoraggiato il clero -che «dobbiamo testimoniare la nostra identità di cristiani», ed ha invitato i presbiteri a ripuntare lo sguardo verso Cristo, che nella sua grande misericordia li ha chiamati a seguirlo.
Riprendendo ancora le parole di papa Leone XIV al clero di Madrid (9 febbraio 2026) mons. Parmeggiani ha esortato i sacerdoti ad essere uomini «configurati a Cristo, capaci di sostenere il proprio ministero a partire da una relazione viva con Lui, nutrita dall’Eucaristia ed espressa in una carità pastorale contrassegnata dal dono sincero di sé». Essenziale per questo è “stare con il Signore”, «conoscerlo e amarlo e lasciare che Lui continuamente ci formi per poter sempre più somigliare a Lui. Ogni giorno occorre che rifondiamo la nostra risposta a Lui». Insieme alla preghiera l’incontro con il Signore deve avvenire anche nell’intelligenza e nella dottrina. Occorre soprattutto essere orientati all’unione con Cristo nel sacrificio eucaristico, che si prolunga poi nella paternità sacerdotale, la quale, ha scritto papa Leone «consiste nel far trasparire il volto del Padre, di modo che chi incontra il sacerdote intuisca l’amore di Dio». Concludendo il Vescovo ha esortato i fedeli a pregare per i sacerdoti e a camminare insieme.





