«Cineto Romano, un paese lungo la valle dell’Aniene, dove ancora forte e salda è la fede nelle proprie tradizioni. Questo anno ho avuto l’onore di essere capofestarolo nella consueta festa di fine estate dedicata al patrono, san Giovanni, ed alla Madonna del Carmine.
La statuetta di San Giovanni è passata nelle mie mani ad inizio festa, ed è stata un’emozione grande perché io e la mia famiglia resteremo sempre legati a questo meraviglioso paese e ricevere così tanto amore dopo anni è il più bel dono di fine estate.
San Giovanni è stato il precursore di Gesù, l’uomo che battezzò il messia, il martire dei martiri, egli ci ricorda la forza della scelta, di vivere la vita che vogliamo senza paura alcuna e senza dubitare mai perché chi ha fede ha speranza.
La caratteristica di questo culto la si nota nella statuetta, interamente coperta di nastri rossi con oro e nomi dei festaroli passati, come a voler significare l’umanità del santo, l’essere come noi, che, ogni giorno in maniera lieve rispetto al Battista, soffriamo il nostro martirio personale, senza rinunciare al proprio credo, anzi, affidandoci ad esso. Questa festa l’ho voluta con tutto il mio cuore come dono alla mia famiglia e specialmente alla mia cara zia venuta a mancare a maggio.
Come un cerchio che non si chiude ma si rinnova, prende nuova vita casa dei miei nonni materni, accogliendo il santo e facendo vivere giorni uniti a tutti i miei cari.
Così ho deciso di affidarmi a san Giovanni e di trasformare la sofferenza in regalo per il popolo di Cineto, organizzando insieme all’aiuto dei miei fedeli compagni di viaggio del Comitato, una festa unica spero gradita e con punti di riflessione sul senso della felicità e dell’unità.
A Giovanni, Gianni, Bruno, Giovanni, Piero, Ulderico, Angelo, Vincenzo. Alla mia famiglia: grazie!»
Matteo Lori





