Sabato 11 aprile presso la sala dei cardinali del palazzo vescovile a Palestrina si è tenuto l’incontro di formazione degli operatori della Caritas.
Don Franco Proietto è partito dalla parabola della vite e dei tralci: noi siamo i tralci di quella vite che è Cristo, dalla quale riceviamo la linfa necessaria a vivere, ma necessaria anche all’incontro con i poveri, senza quella linfa anche noi saremmo tutti più poveri e non potremmo produrre il frutto, il frutto delle opere, delle opere di carità.
Attraverso il battesimo – ha spiegato don Franco – siamo diventati persone nuove, il battesimo ci ha lavato dell’uomo vecchio e siamo diventati un uomo nuovo, siamo stati rivestiti di Cristo e questo uomo nuovo sarà per l’eternità.
Attraverso il battesimo siamo diventati persone nuove e come persone nuove abbiamo il dovere di partecipare alla vita dei fratelli che attraversano momenti di disagio, momenti di debolezza, momenti di povertà.
Attraverso il battesimo abbiamo chiamato Dio Abbà, Padre, Papà…Siamo diventati figli suoi, tutti.
Si è passati quindi al “come” mettere in pratica tutto ciò come operatori Caritas. Naturalmente tutto parte dalla passione che abbiamo nello svolgere questo compito, dalle motivazioni che ci hanno spinto ad impegnarci con i poveri.
Ci siamo impegnati accogliendoli, accarezzandoli, imboccandoli ed aiutandoli a camminare da soli. Questo è il nostro compito! Le domande che ci dobbiamo porre sono le seguenti: sono diventato il grembiule della Chiesa? Come era nel desiderio di Don tonino Bello. Sono le mani della Chiesa verso i poveri? Come diceva don luigi di Liegro. Mi sono rivestita di Cristo e metto in pratica i suoi insegnamenti? Attraverso un gesto di affetto, attraverso una carezza, attraverso quell’offrire cibo direttamente nella bocca del povero? E attraverso l’accompagnamento alla dignità? A quella dignità che tutti noi abbiamo in vita e che, ricevuta attraverso il battesimo, nessuno ci potrà mai togliere.
Anna Anselmi





