La comunità di Gallicano nel Lazio ha celebrato domenica 18 gennaio la solennità di sant’Antonio Abate. I festeggiamenti hanno avuto inizio come da tradizione con i 12 botti che annunciano l’inizio di questa giornata di fede religiosa e tradizioni.
Alle 10 i fedeli si sono riuniti nella chiesa di Sant’Andrea con l’inizio della Santa Messa in onore di Sant’Antonio, presieduta dal parroco don Luigi Proietto e concelebrata da Don José Tabilo Carrasco. Protettore degli animali domestici questo santo visse nel deserto, dedicando la sua vita alla preghiera e alla cura dei più deboli.
Alla fine della Messa ha avuto luogo la tradizionale processione partecipata da tutte le confraternite e dalla Pia Unione, un momento di preghiera accompagnato dalla banda parrocchiale. Durante la processione e la benedizione dei mezzi da lavoro e degli animali non solo si respirava un rito religioso di antica tradizione contadina, ma si è ricordato un modo di vivere la terra, il duro lavoro e il rispetto per gli animali, il senso di comunità, a ricordo che nulla era scontato in un tempo in cui se non ci si aiutava uno con l’altro non si andava lontano.
E attraverso questi principi riconosciamo chi siamo. Cosa interessante della tradizione gallicanese è l’asta delle bandiere: nel pomeriggio della stessa domenica tre bandiere dedicate al santo vengono battute ed assegnate ai devoti desiderosi, attraverso un’offerta in denaro devoluta alla parrocchia per le necessità nell’anno avvenire per il popolo di Gallicano. La festa è stato un momento per ricordare le proprie origini e riscoprire il senso di comunità nella fede e nella speranza.
Evviva sant’Antonio Abate.
Fabio Checchini





