Abbiamo rivolto alcune domande ad Antonio Marguccio giornalista ed insegnante di religione cattolica circa la sua ultima pubblicazione “I Papi e Tivoli”.
Da quali interessi è scaturita l’idea di scrivere questo libro?
Principalmente dall’interesse per la storia del papato che mi accompagna da moltissimi anni, complice anche la contemporaneità di figure carismatiche di pontefici che hanno segnato i miei studi universitari e la vita – penso a Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Francesco. In secondo luogo, essendo nato e cresciuto a Tivoli, tocco continuamente con mano, per così dire, il legame storico con i Papi attraverso monumenti, luoghi e tradizioni. Mi riferisco in particolare all’iconica Rocca Pia, alla Cascata di Gregorio XVI e alla festa dell’Inchinata, una tradizione papale che soltanto a Tivoli continua ad essere ripetuta con la suggestione dei riti e la bellezza delle icone. Un appello di Leone XIV a riscoprire la storia dei borghi italiani, così carici di fede e bellezza, mi ha convinto definitivamente a realizzare questo libro.
Come si è sviluppata la ricerca che sta alla base del testo?
Ho organizzato la ricerca in base allo scopo del libro che mi sono prefissato, ovvero di rendere accessibili a un vasto pubblico tutte quelle notizie sui Papi che hanno segnato la vita di Tivoli ma che hanno anche avuto risvolti a livello universale, dalle origini, con la predicazione di San Pietro, fino all’epoca contemporanea. Per la parte antica ho studiato i migliori storici tiburtini dal Cinquecento fino al Novecento, come Nicodemi, del Re, Viola, Bulgarini, Pacifici, fino agli studiosi di oggi. Mi sono letto praticamente di tutto, attingendo anche a una biblioteca di storia tiburtina che assieme a mio fratello Paolo (anche lui grande appassionato di questo settore) andiamo costruendo da anni. Il libro ha volutamente un taglio narrativo che non prescinde dalla serietà di fonti e documenti, citati con cura. Ci sono anche delle scoperte e degli studi che ho fatto io personalmente e per questo inediti. Per quanto riguarda gli avvenimenti più recenti, sono stato diretto testimone dei fatti relativi alle celebrazioni per Pio VII e alla festa della Madonna di Quintiliolo con Papa Francesco.
Tra tutti una figura di pontefice particolarmente cara all’autore e ai tiburtini.
È difficile rispondere, direi Gregorio XVI, ma li porto tutti nel cuore.
Maria Teresa Ciprari





