Sabato 13 giugno, nel quadro delle iniziative francescane delle diocesi di Tivoli e di Palestrina, per gli 800 anni dalla morte del padre serafico, si è tenuta presso la fraternità francescana “Madre della Riconciliazione e della Pace” una catechesi, a cura del professore emerito di teologia dogmatica Don Renzo Lavatori, dal titolo: San Francesco e lo lotta contro Satana.
Da subito, don Renzo, ci ha introdotti nel combattimento spirituale che Francesco di Assisi ha condotto contro il demonio dopo la sua conversione attraverso una visione concreta e profondamente spirituale dell’azione del maligno. Nelle fonti francescane non si trovano trattati teologici sulla demonologia, ma testimonianze riguardanti l’esperienza personale e l’insegnamento di Francesco. Egli riconosceva che il diavolo agisce attraverso tentazioni, inganni e attaccamenti mondani, cercando di allontanare l’uomo da Dio, mettendolo in guardia dai vizi, dall’amore disordinato per il denaro e dalla perdita del riferimento a Cristo, indicando come difesa la vigilanza e la fedeltà al Vangelo.
La vita del Santo fu segnata da continue lotte caratterizzate da assalti spirituali e fisici particolarmente intensi durante i periodi di preghiera e di maggiore crescita spirituale. Francesco interpretava queste prove come occasioni di purificazione, di crescita nell’umiltà e nell’affidamento a Dio.
Don Renzo ha evidenziato che l’arma principale con cui il poverello di Assisi sconfiggeva il male era la “perfetta letizia”, caratterizzata da una gioia profonda che nasce solo dalla comunione con Cristo.
Tale gioia, di cui il demonio tenta di privare il cristiano, rimane salda solo in chi vive per Cristo, con Cristo e in Cristo. Per questo Francesco custodiva con cura il “gaudio dello spirito”, evitando la malinconia, considerata un grave pericolo, e ricorrendo subito alla preghiera quando avvertiva tristezza o scoraggiamento. Oltre alla letizia, Francesco indicava come strumenti di vittoria sul male la sapienza del cuore, la preghiera, la penitenza vissuta per amore di Dio e l’umiltà.
Il tema del demonio, nella spiritualità francescana, è importante, ma il primato assoluto è Cristo e il Vangelo dove la perfetta letizia, la povertà, la fraternità, l’umiltà, l’obbedienza e la partecipazione alla Pasqua del Signore costituiscono il cuore del messaggio di Francesco.
La vera vittoria sul male consiste nell’essere totalmente uniti a Cristo, innamorati di Lui attraverso una relazione confidenziale continua, dove tutte le opere sono intessute e vivificate nel Figlio di Dio.
L’incontro si è concluso con la celebrazione Eucaristica presieduta da don Andrea Strano e con un momento di convivialità fraterna dove si sono vissute le parole di Gesù «rimanete nel mio amore» (Gv 15,9) perché la «mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena» (Gv 15,11) e questa gioia era espressa negli occhi e nel cuore di ciascuno.
Tutto ciò è stato possibile grazie alla profondità spirituale di don Renzo e all’accoglienza che la fraternità ha saputo trasmettere anche a chi non ne è membro.
Ognuno è tornato a casa con il cuore pieno di gioia con Gesù e con il saluto di Francesco: «Buongiorno, bella gente», perché, chi è innamorato di Cristo, è bello sempre.
Alessandro Sestili, diacono





