Il discernimento, passo essenziale

Un momento decisivo che il Vescovo Mauro invita a vivere in tutte le nostre comunità

Il passo decisivo che il Vescovo Mauro invita a compiere nella Lettera Pastorale “a ciascuno una manifestazione particolare dello Spirito” è quello dell’essenziale discernimento comunitario. Si tratta dello sguardo nello Spirito che rende capaci i pastori in unione con tutta la comunità di riconoscere i carismi e porre le condizioni affinché fioriscano in ministeri di fatto o istituiti. Il discernimento sottrae la decisione circa il servizio da ogni motivo puramente umano, spesso condizionato da interessi di mera funzionalità o di simpatia, come anche da una certa improvvisazione o dal ritenere la buona volontà come sufficiente per deputare al servizio stesso. Si pone al centro la volontà di Dio che opera mediante lo Spirito e sceglie per ciascun membro della comunità il “posto”.

Solo così le comunità rifletteranno nel loro essere il volto di Dio che abita, agisce e conduce il suo cammino: questo garantisce che ogni comunità diventi “sacramento” della presenza di Dio in ogni suo ambito e in ogni servizio e non segno dell’efficienza umana. Per sottolineare tale importanza il Vescovo richiama alcuni criteri essenziali che guideranno il discernimento comunitario e che attengono alcune caratteristiche quali l’ecclesialità, la carità, l’umiltà, l’obbedienza e l’utilità comune. Il Vescovo richiama con chiarezza anche le qualità che devono maturare in coloro che sono chiamati ad esercitare il ministero (che sia di fatto o istituito) e che attengono all’ambito umano, psicologico, spirituale ed ecclesiale e coniugano la formazione teologica la maturità a diversi livelli, l’appartenenza ecclesiale, la capacità di comunione e di relazioni autentiche.

Questo esigente cammino scaturisce dalla profonda consapevolezza che si tratta di doni di Dio che vanno accolti e trattati con massima attenzione e rispetto, con il santo timore e con lo zelo per le cose di Dio che è tratto tipicamente evangelico. Altrettanto importante il richiamo alla necessità di pastori che siano guide sagge, modelli del gregge e si distinguano per la preparazione teologica, spirituale ma insieme abbiano i tratti dell’umanità che rende attenti, capaci di pazienza, di cura, di tenerezza e di fortezza, che sappiano valorizzare i carismi e far crescere la maturità e la responsabilità nei fedeli laici, creando spazi autentici nei quali poter esprimere quanto ricevuto da Dio. Quindi nella Lettera pastorale si invoca la presenza di pastori che aiutino le comunità ad essere davvero spirituali. Un grande cammino si apre per la nostra Chiesa, un cammino di profondo e autentico rinnovamento, accogliendo l’opera del Signore che ogni volta “fa nuove tutte le cose” .

Gianluca Zelli