Il Ministero del lettorato in diocesi

Don Ludovico Borzi, direttore dell’ufficio liturgico diocesano, ci aiuta a comprendere le specificità di questo servizio dal 2021 esteso anche alle donne

In questa breve intervista don Borzi spiega ai nostri lettori il ministero del lettore istituito.

In cosa consiste il ministero del lettorato?

Il ministero del lettorato, ratificato nell’attuale prassi liturgica dal Motu Proprio “Ministeria Quaedam” del santo Pontefice Paolo VI del 1972, è un ufficio proprio, riservato ai fedeli laici, attraverso il quale essi sono incaricati di proclamare le pagine della Sacra Scrittura – tranne il Vangelo –, durante la celebrazione eucaristica e durante le altre azioni liturgiche. Il lettore istituito dal Vescovo diocesano è chiamato a proclamare le letture; in assenza del cantore anche il salmo, e, in assenza del Diacono, enuncia le intenzioni della preghiera universale. Inoltre, spetta al lettore preparare quei fedeli che, in casi eccezionali ed in assenza del lettore stesso, debbano proclamare le letture della celebrazione pur non avendo ricevuta l’istituzione. Come suggerisce il detto Motu Proprio ed anche il Messale Romano, è molto opportuno che il Lettore abbia in sé un vivo e soave amore per la Parola di Dio e, attraverso di esso, sia un buon discepolo del Signore.

Il conferimento di questo ministero anche alle donne è una novità

Nel 2021 il Papa Francesco con il Motu Proprio “Spiritus Domini” ha abrogato il can. 230 del Codice di Diritto Canonico che prevedeva l’istituzione nei ministeri del Lettorato e dell’Accolitato per soli fedeli di sesso maschile, allargando questa possibilità anche alle donne. Il breve documento sottolinea che, essendo i ministeri derivanti dalla consacrazione battesimale ed intimamente legati al sacerdozio comune dei fedeli non si vede come essi possano essere riservati ai soli uomini, facendo in modo, così, che essi siano oggi completamente svincolati dalla prassi precedente alla riforma liturgica che li vedeva maggiormente come “gradi” verso l’Ordine.

Quale preparazione per quanti aspirano a questo servizio?

I candidati ai ministeri devono essere anzitutto uomini e donne di provata fede, inseriti pienamente nella vita delle comunità cristiane di appartenenza. Nella nostra realtà diocesana, il Parroco, dopo attento discernimento e valutando le necessità concrete della propria comunità parrocchiale, presenta al Vescovo i nominativi delle persone e i singoli casi. Dopo che il Vescovo ha approvato le singole richieste, l’Ufficio liturgico diocesano avvia appositi corsi di formazione, in collaborazione con la Scuola di Teologia per Laici, durante i quali i candidati si preparano sia dal punto di vista biblico, sia dal punto di vista liturgico sia da quello pratico in quanto a corretta dizione e capacità di proclamazione di fronte ad un’assemblea. La celebrazione pubblica e solenne della Istituzione avvia il servizio all’interno della comunità diocesana.

a cura di M. Teresa Ciprari