Si è tenuto giovedì 11 dicembre, nella parrocchia San Giuseppe Artigiano di Guidonia, l’incontro mensile di formazione del clero di Tivoli e di Palestrina. A presiedere questo ritiro di Avvento, Mons. Giovanni Tani, Arcivescovo emerito di Urbino che ha presentato i percorsi spirituali di don Oreste Benzi. Questa grande figura della Chiesa italiana è servita come guida per valutare il cammino di preparazione al Natale. Un sacerdote pieno di carità, di generosità e d’iniziative pastorali in tutti i campi, anche verso le prostituzioni, nelle discoteche, con grande espansione della sua attività pastorale. Nonostante il suo super attivismo pastorale, don Oreste teneva degli appunti, con propositi riguardo alla sua vita interiore. Due frasi possono riassumere la sua spiritualità: “Sa stare del tutto col povero chi sa stare del tutto con il Signore” e “per stare in piedi, bisogna stare in ginocchio”. Il relatore ha poi sviluppato in cinque punti la sostanza il percorso spirituale di don Oreste: la crescita (appoggiandosi sull’immagine biblica del granello di senape), con il
pungolo della Parola di Dio (ragionare alla moda di Dio e non a quella degli uomini), la preghiera di coincidenza (con riferimento alla preghiera di Gesù durante l’agonia nell’orto Getsemani), l’incontro con Gesù Vivo (nella logica di distruggere i nostri idoli e spogliarsi di noi stessi), da facchini a innamorati (non basta vivere per e con Gesù, ma vivere in Gesù).
Don Oreste lega il concetto della crescita spirituale con la propria esperienza di una famiglia d’origine molto povera, per capire come una cosa piccola diventa grande. Così coglie anche meglio la consapevolezza di chi è povero davanti al Signore. In parallelo alla sua persona c’è anche la crescita di tutte le sue opere e iniziative, crescita nella fedeltà.
Si cresce non solo perché aumentano gli anni, ma si cresce nella carità, nel rapporto con Dio, essendo sempre più radicati in Cristo. Senza crescita c’è rischio di ripetersi, facendo le stesse cose. Non c’è vita di fede se non in questa prospettiva di crescita.
Leggere la vita dei santi ci tira verso la perfezione, senza mai accontentarci di una vita media. “Chi non cresce, regredisce”, diceva sant’Agostino. Bisogna entrare in questa passione di correre verso la perfezione, verso la pienezza. Parlando del confronto della propria vita davanti alla Parola e alla Volontà di Dio, Mons. Tani ha detto: «La prima cosa è di mettermi davanti alla Parola di Dio, non solo per quello che devo dire agli altri, ma per lasciarmi personalmente illuminare e interpellare da essa. La Parola di Dio è sempre il riferimento alto. Nel nostro agire, ci dovremmo chiederci: “Fa parte di quello che Dio pensa”?». Mettendo in relazione il percorso di don Oreste con il mistero dell’Incarnazione, il Relatore ha concluso dicendo: “Dio sarà sempre uomo”.
Roberto Sisi





