Sabato 21 febbraio presso il Santuario Cuore Immacolato di Maria a Zagarolo, ospiti dell’associazione Betania, si è svolto il ritiro per le famiglie organizzato dall’Ufficio per la Pastorale Familiare della diocesi di Tivoli e di Palestrina.
L’incontro molto partecipato si è svolto in un clima di condivisione e amore cristiano. La giornata è iniziata con l’accoglienza alle famiglie da parte dell’equipe di Pastorale Familiare e dei due Direttori, don Andrea Massalongo e don Fernando Cianfriglia ed è proseguito con il saluto del nostro Vescovo mons. Mauro Parmeggiani, che dopo un momento di preghiera ha introdotto il tema della giornata incentrato sul perdono.
Il Vescovo ha richiamato l’importanza di lasciarsi riconciliare per vivere pienamente il progetto di Dio. Il perdono deve essere un cammino di guarigione relazionale e riscoperta della grazia sacramentale; non è solo uno sforzo umano, ma un dono che scaturisci dalla relazione con Dio. Gli sposi sono chiamati a perdonarsi “come Dio in Cristo ha perdonato voi” (Efesini 4,32). Dopo questo primo momento il ritiro spirituale è entrato nel vivo, il tema è stato magistralmente spiegato e approfondito da suor Anna Cappellucci, omvf, che ha definito il perdono “il dono più grande che possiamo fare a chi vive accanto a noi”.
La famiglia non è un posto felice esente da conflitti, ma un luogo dove si deve imparare ad amare che implica necessariamente una scelta consapevole, quella del perdono.Spesso questi conflitti nascono da incomprensioni, problemi economici, educazione dei figli, mancanza di tempo; fermarsi un attimo e imparare a perdonarsi e accettare i limiti dell’altro è la via migliore per ritrovare la serenità familiare e personale. Perdonare, oltre a far stare meglio a noi, serve a liberare l’altro che altrimenti resta prigioniero dell’altrui risentimento e odio. Perdonare non è un atto di sottomissione o di coraggio, ma un gesto di amore verso l’altro. Gesù ci insegna sulla Croce che il perdono incondizionato è l’esempio definitivo, “Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno” (Lc 23,24). Il perdono deve essere quotidiano e incessante non una tantum, perdonare “settanta volte sette”. Il perdono è un atto di volontà, una decisione consapevole di non portare rancore, che lascia indietro il passato per costruire insieme un nuovo domani riconciliandoci con l’altro e con Dio. La lettura personale di alcuni brani del Vangelo sul perdono, un momento di preghiera e la riflessione personale ha permesso a tutti di confrontarsi con sé stessi e con il Signore mettendo a nudo, poi nel momento di condivisione che ha seguito il pranzo, tutte le proprie debolezze e tutti quei momenti in cui per orgoglio o per paura di compiere il primo passo non si è arrivati al perdono o non si è chiesto scusa. Senza il perdono la famiglia si chiude alla vita. Perdonare significa scommettere che l’amore è più forte del male, il perdono quotidiano trasforma la casa in una “chiesa domestica” e in un luogo di gioia. La giornata insieme alle famiglie si è conclusa con la celebrazione eucaristica dove ognuno di noi ha potuto cibarsi del Corpo e il Sangue di Cristo che sono la massima espressione del perdono divino, offrendo la remissione dei peccati e la riconciliazione con Dio.
Fabio Iannilli, diacono





