Il servizio dei diaconi alla mensa della Caritas

Nel cuore della missione della Chiesa c’è il servizio, l’amore concreto verso i più piccoli, i poveri, gli ultimi. Tra coloro che incarnano quotidianamente questa vocazione al servizio, il diacono rappresenta una figura di grande rilevanza, ponte tra l’altare e la strada, tra la liturgia e la carità vissuta.

Dallo scorso anno i diaconi di Tivoli e di Palestrina si sono messi al servizio della mensa della Caritas diocesana, luogo di accoglienza, fraternità e speranza per tanti uomini e donne in difficoltà. In questo contesto, il diacono non è solo un volontario, ma un segno sacramentale della diaconia di Cristo, l’unico Servo.

Tale servizio non è semplicemente un gesto di solidarietà: per il diacono è un’espressione del proprio essere, un’estensione del ministero ordinato che ha ricevuto: aiuta nella preghiera e nel servire i pasti, ascolta, conforta, accoglie… ma soprattutto rende visibile la carità della Chiesa.

Indossando il grembiule, simbolo del servizio evangelico, il diacono si mette a disposizione con umiltà, senza barriere, incontrando quei volti segnati dalla sofferenza, dalla solitudine, spesso anche dalla disperazione. In quell’incontro, cerca di portare la luce del Vangelo e un segno della misericordia di Dio.

Il servizio del diacono si collega profondamente con la dimensione liturgica del suo ministero. Dall’altare alla tavola, dalla Parola proclamata alla Parola vissuta, egli è chiamato a servire Cristo nei poveri, facendo del suo ministero un cammino di unità tra fede e opere.

Ogni gesto, ogni parola, ogni sorriso rivolto agli ospiti della mensa è parte di una missione più grande: riconoscere il volto di Cristo in chi è affamato, assetato, straniero, nudo, malato, carcerato (cf. Mt 25,31-46).

L’impegno del diacono permanente presso la mensa Caritas non è solo un esempio di dedizione personale, ma un invito a tutta la comunità cristiana a riscoprire il valore del servizio come forma alta di evangelizzazione.

È un richiamo a mettere al centro della vita della Chiesa i poveri, non per assistenzialismo, ma per vivere e testimoniare il Vangelo nella sua forma più autentica.

Alessandro Sestili, diacono