Il tappeto del Corpus Domini a Sant’Antonio

Da qualche anno più che Infiorata preferiamo chiamarlo Tappeto. Ma, tralasciando la terminologia, quello che mai cambia, mai è cambiato e mai cambierà è che il lavoro e la dedizione di tanti, giovani e meno giovani, è sempre rivolto a rendere omaggio al Signore.

È una tradizione, è un sentimento che, anno dopo anno, si rinnova e si tramanda.

Per noi di Sant’Antonio è un sentimento che ci tiene attivi già a partire dai primi di marzo con gli incontri per decidere il tema e visionare i primi bozzetti dei quadri. Poi è un susseguirsi di serate passate insieme per definire i disegni, per colorare la segatura, per preparare quanto sarà necessario per la sera più lunga dell’estate.

Quella notte passerà, poi, troppo in fretta e le prime luci dell’alba ci riempiranno gli occhi della bellezza dei colori.

Vedere giovani ragazzi darsi appuntamento in Piazza del Carmine; intere famiglie passare qualche ora di condivisione tra genitori e figli; piccole mani approcciarsi, per la prima volta, a questo evento, non solo è un segno tangibile di speranza, ma anche di amore per la tradizione e per la propria città.

E sì, anche se i fiori sono un ricordo lontano, e pensare di acquistarli sarebbe uno spreco di denari e naturalezza, ci adeguiamo alle nuove possibilità che la “tecnica” ci offre e ci adoperiamo affinché, il Cristo Sacramento, portato in processione, possa ricevere il dovuto omaggio.

È per questo che stanchi, ma mai arrendevoli, si andrà in giro per ammirare i lavori degli altri “Infioratori” per poi tornare in parrocchia e attendere il passaggio del Corpus Domini.

Solo allora, con il cuore pieno di gioia potremo tornare a casa.

Con lo sguardo già rivolto all’anno successivo.

La Parrocchia di Sant’Antonio