Il terzo Cammino delle Confraternite

Nella cornice dell’anno giubilare francescano a Bellegra l’incontro interdiocesano con il Vescovo

«Le confraternite sono la forma più bella attraverso cui la Fede diventa popolare, concreta e visibile. Sono memoria viva delle nostre comunità, legame tra generazioni. Sono servizio, preghiera, carità, appartenenza ecclesiale. E voi che oggi siete qui, coi vostri simboli, le vostre insegne, le vostre tradizioni, ne siete la dimostrazione. Ma proprio oggi il Vangelo ci chiede di domandarci: nel cuore ”Le nostre confraternite sono davvero fraternità? Non soltanto nel nome, ma Fraternità nel cuore”. Con queste parole il Vescovo Mauro, domenica 13 settembre ha accolto i confratelli, delle Confraternite della Diocesi di Tivoli e Palestrina, intervenuti al 3° Cammino Interdiocesano di Fraternità, che si è svolto a Bellegra.

Alle 14.30 l’accoglienza e la registrazione presso la chiesa di San Sisto II, dove il nostro Pastore ha tenuto una catechesi sul tema : San Francesco: i suoi doni dello Spirito a servizio della Chiesa e dell’umanità”. Un breve intervento lo ha fatto il Parroco, don Angelo M. Consoli , per salutare i presenti per la partecipazione dicendo che si trattava di una giornata di Grazia per Bellegra che, durante la mattinata ha festeggiato la Madonna della Pace con una processione in suo onore. Nella sua catechesi il Vescovo Parmeggiani ha ricordato la lettera pastorale, inviata a tutti i fedeli, sulla manifestazione dello Spirito e i doni che ognuno ha ricevuto. Ha invitato tutti a scoprire quali doni abbiamo ricevuto, non perché appartenenti a questa o quella confraternita, ma in qualità di credenti e come viviamo la nostra vita cristiana. L’obiettivo di oggi è scoprire quale dono ci è stato offerto e come lo mettiamo a servizio, così come li ha ricevuti San Francesco, che si è lasciato plasmare dallo Spirito ed ha usato i suoi Doni, mettendoli a disposizione dell’umanità. Ciascuno di noi ha ricevuto un dono, o una qualità , ma se non la mettiamo a servizio degli altri a cosa servono? La confraternita quali doni ha ricevuto? Noi come li stiamo mettendo a disposizione? Innanzi tutto dobbiamo ascoltare la Parola e partecipare all’Eucaristia, poi viene la Processione.

Il Signore vuole che cambiamo il modo di essere. Lasciamo che lo Spirito cambi il nostro cuore , come ha fatto Francesco. Lo Spirito lo ha cambiato ed i Doni che ha ricevuto: – la Pace , la Gioia, la Carità , la Conversione e la Povertà- . Ma lui era Francesco, il nostro percorso verso la santità non potrà essere come quello di Francesco, ma piccoli passi siamo anche noi in grado di affrontarli, domandandoci: “Siamo persone che uniscono o che dividono? Se vediamo che qualcuno litiga, siamo in grado di aiutarli cercando di capire il problema e a farli riappacificare? Abbiamo la Gioia di Francesco nel guardare Cristo e gustare la bellezza della preghiera? Siamo in grado di vedere Cristo nei poveri che incontriamo lungo il nostro percorso? La Carità dovrebbe essere primaria.

Alle 16,15, al termine della catechesi, si è formato il corteo processionale verso il Sacro Ritiro di San Francesco di Bellegra dove è stata celebrata la Santa Messa, presieduta dal Vescovo Mons. Mauro Parmeggiani. Presso il Sacro ritiro, a volte definito Nido di Santi, si sono alternati, in otto secoli, centinaia di Frati dei quali molti sono stati Canonizzati. All’arrivo il Padre Guardiano Frate Andrea, che ha fatto gli onori di casa, ha salutato tutti i partecipanti al Cammino, invitandoli ad effettuare un cammino all’interno della chiesa per testimoniare e cercare di raggiungere ognuno la propria fierezza di vita e di amore ed il desiderio di santità, che sicuramente non si raggiungerà la perfezione del Beato Mariano di Roccacasale o di S. Tommaso da Cori, ma deve camminare insieme in un mondo che ha bisogno di luce perché vive nelle tenebre. Viviamo in un mondo che ha bisogno di gioia, che non è la gioia di fare una mangiata con gli amici, ma di quella gioia che ha trovato Francesco quando, malato e sofferente, ha scritto il famoso Laudato sii, un inno alla gioia del creato.

Fabrizio Lanciotti