Domenica 18 gennaio la comunità di Cerreto Laziale ha inaugurato i festeggiamenti patronali in onore di san Sebastiano, che avranno il loro culmine domenica 25, con un pellegrinaggio promosso dalla Confraternita di San Sebastiano che ha visto più di 70 fedeli recarsi a Roma per una giornata di fraternità tra fede, devozione e cultura.
Prima tappa le catacombe sulla via Appia dove san Sebastiano, martire del III secolo, testimoniò la sua fedeltà a Cristo fino al dono della vita sotto le efferate persecuzioni di Diocleziano.
La devozione al santo lombardo vede la sua origine in Cerreto fin dal XVI sec. e innestata, secondo alcune fonti, dalla presenza di una piccola colonia di Milanesi stanziatisi nel borgo medievale adagiato sul versante occidentale dei Monti Ruffi.
Il pellegrinaggio è proseguito con la celebrazione della Santa Messa nella Basilica di Sant’Agnese in Agone, edificata nel Seicento sul luogo del martirio della giovane Agnese, anch’essa venerata in Cerreto, affacciata su Piazza Navona, che fu stadio di Domiziano. La liturgia è stata presieduta da mons. Paolo Schiavon, rettore della stessa basilica, e concelebrata dal parroco don Fabrizio Meloni.
Nell’omelia mons. Schiavon ha richiamato la forza della testimonianza cristiana, che non si impone con la coercizione delle armi ma, sull’esempio di Sant’Agnese e dei martiri, attraverso il dono della vita. Ha inoltre messo in guardia dal rischio del relativismo che oggi accompagna il multiculturalismo: valore prezioso nell’incontro tra i popoli, ma talvolta causa di un indebolimento della fede e di una testimonianza cristiana tiepida.
Dopo il pranzo al sacco in Piazza Navona, il gruppo ha visitato la chiesa di San Luigi dei Francesi per ammirare i capolavori di Caravaggio dedicati a san Matteo evangelista la cui opera evangelica accompagnerà la Chiesa nel ciclo di questo anno liturgico. La giornata si è conclusa con tempo libero tra le bellezze del centro storico, prima del rientro serale a Cerreto. Esperienze così, nutrite di fede, arte e cultura, rafforzano la fraternità e la vita della comunità.
Fabrizio Meloni





