In preghiera per la pace con fra Ulise Zarza a Colle Fiorito

Mercoledì 22 ottobre presso la chiesa Tempio degli Angeli a Colle Fiorito (Guidonia) si è celebrata la prima veglia diocesana di preghiera per la Pace, organizzata dalla commissione per l’Ecumenismo ed il dialogo interreligioso dopo l’invito rivolto da Papa Leone XIV ai Vescovi italiani il 17 giugno scorso.

Il Vescovo Mauro Parmeggiani nel suo intervento conclusivo ha riportato le parole del Papa: «ogni comunità diventi una ‘casa della pace’, dove si impara a disinnescare l’ostilità attraverso il dialogo, dove si pratica la giustizia e si custodisce il perdono. La pace non è una utopia spirituale: è una via umile, fatta di gesti quotidiani, che intreccia pazienza e coraggio, ascolto e azione».

A guidare la veglia è stato Fra Ulise Zarza, ofm, Vicario della Custodia di Terra Santa che ha offerto ai fedeli presenti una riflessione densa di sacralità; sottolineando che in questo tempo stiamo vivendo un buio fitto, ma non senza Speranza; perché proprio in mezzo a queste tenebre il Signore suscita anime belle. «È spesso nel buio che la luce comincia a nascere, come una fiamma fragile che resiste al vento». Con queste parole Fra Ulise ha fatto memoria delle tenebre della passione e morte di Cristo ed ha sottolineato come da quelle tenebre è nata la luce della Resurrezione.

Ha poi riportato le parole della serva di Dio, Maria della Trinità, una clarissa di Gerusalemme che scriveva: «si può essere soldati della pace, sentinelle della preghiera». Parole forti che sono arrivate dritte al cuore e alla coscienza di chi era in ascolto e chiedeva e implorava la pace.

La veglia, con il Santissimo Sacramento esposto, è stata un momento intenso di preghiera comunitaria, ricordando i tanti paesi che nel mondo sono in conflitto e che aspettano di vedere quella Luce oltre le tenebre. Fra Ulise ha quindi concluso dicendo che «il mondo ha bisogno di luci che brillano nel buio, come Maria della Trinità, abbiamo bisogno di testimoni che credano che anche dietro le mura del proprio dolore, l’amore può ancora intercedere, illuminare e salvare».

Melissa Cicerone