La Parrocchia di Santa Margherita di Antiochia V.M. di Olevano , in collaborazione con l’Opera Romana Pellegrinaggi e la Banca di Credito Cooperativo di Bellegra, ha organizzato un tour/pellegrinaggio della Turchia in occasione del Giubileo della Santa Patrona, 1750 dalla nascita, e dei 1700 anni della celebrazione del Primo Concilio di Nicea.
Un nutrito gruppo di fedeli di Olevano, ai quali si sono aggiunti alcuni di Bellegra, Rocca S. Stefano, Genazzano e Palestrina, sono partiti con destinazione Cappadocia, per visitare i luoghi più suggestivi ed interessanti, sia sotto l’aspetto religioso che storico-culturale della Turchia. Prima di iniziare le visite ai monasteri fondati dai monaci Basiliani (Basilio, Gregorio di Nissa e Gregorio di Nazianzo, nelle grotte di tufo, i partecipanti hanno approfittato di una escursione in mongolfiera, molto partecipata e seguita in Cappadocia, per ammirare dall’alto il paesaggio coi caratteristici “Camini delle Fate”, come vengono definiti dagli abitanti locali.
Il programma fitto di impegni ha previsto visite a “città sotterranee” che si sviluppano a decine di metri di profondità, con cunicoli scavatinel tufo, dove intere comunità si rifugiavano da eventuali attacchi dei nemici. Diversi siti archeologici, rinvenuti e restaurati/ricostruiti per ricreare l’ambiente originale, come vediamo spesso anche nei siti delle nostre città.
Tra questi il sito di Antiochia, che ha fatto immaginare di calpestare le stesse strade e le stesse pietre e vedere la giovanissima Margherita giocare gioiosa con le amiche tra quelle mura prima di subire il Martirio, per opera del Governatore Olibrio-Anicio, a causa della suo amore per Gesù Cristo. In questo sito sono presenti i resti, ben conservati, di una chiesa, dove l’Apostolo Paolo, altro filo conduttore del pellegrinaggio, è stato in visita ed ha predicato.
Sono state visitate alcune delle sette chiese citate nell’Apocalisse di San Giovanni, tra cui Laodicea, Efeso e Pergamo. Spettacolare il “Castello di Cotone” a Pamukkale, luogo famoso per la presenza di fonti di acque termali ricche di sali di calcio che formano cascate bianche a terrazze, uno spettacolo della natura, simile alla cd.“Scala dei Turchi” in Sicilia. Lungo il percorso, Don Cyriaque e Don Franco, non hanno fatto mancare l’assistenza spirituale e la celebrazione della Messa quotidiana. La prima celebrata in una chiesa rupestre in Cappadocia, un ambiente caratteristico scavato nel tufo.
Considerando l’ambiente esterno, una delle città turche dove gli abitanti di religione cattolica/cristiana si possono contare come ad esempio a Konya dove siamo stati accolti da Suor Maria Grazia Zannbon , Consacrata, nella chiesa di st Paul, che conta 43 fedeli su 2 milioni di abitanti, molti hanno percepito la sensazione di vivere un momento simile a quello vissuto dai primi cristiani che si riunivano nascondendosi nelle catacombe per paura delle persecuzioni. Questa sensazione si è percepita nuovamente quando, giunti a Smirne e Istanbul, per la celebrazione presso la chiesa di Sant’Antonio di Padova, ed altre due chiese, abbiamo trovato auto della Polizia che presidiavano l’ingresso. In quel momento il pensiero è andato anche alla Polizia italiana che presidia la Sinagoga di Roma a protezione dei fedeli ebrei.
La visita ai luoghi che hanno accolto i circa 300 Vescovi di tutto il mondo, per il primo Concilio di Nicea, convocati dall’imperatore Costantino, per decidere questioni importanti per la nostra fede, minacciata dalla negazione della divinità di Gesù e della sua uguaglianza con il padre, e la chiesa, oggi moschea, di Santa Sofia dove si è svolto invece il secondo concilio nel 787, ha riproposto l’importanza di questi luoghi, da dove tutto è partito, dopo la morte di Cristo, e non si capisce il perché oggi, il popolo che è stato il precursore della nostra religione, sia completamente svanito, con chiese chiuse o divenute moschee, che però, fortunatamente, conservano ancora dipinti e mosaici bellissimi di Gesù, della Madonna, degli Apostoli e dei Profeti.
Il pellegrinaggio/visita si è concluso martedì 26 agosto con una gita in barca sul Bosforo, la visita della città di Istanbul, della Grande Moschea blu, per il colore delle ceramiche, della famosa chiesa di Santa Sofia, anch’essa oggi divenuta moschea, della moschea “Ulu Cami” a Bursa, dove tutti sono entrati rispettando l’usanza di togliersi le scarpe e coprire il capo e altre parti del corpo troppo scoperte, per non offendere la sensibilità della religione islamica.
La giornata è terminata con la visita al Gran Bazar per fare gli ultimi acquisti prima di andare in aeroporto per tornare a casa.
Fabrizio Lanciotti





