Inizio della Settimana Santa a Tivoli

Con il corteo festoso della domenica delle palme che ha attraversato una parte del centro storico di Tivoli, il Vescovo Mauro ha dato inizio ai riti della settimana santa. Dopo la benedizione dei ramoscelli di ulivo nella chiesa di San Giorgio, la processione si è diretta nel duomo con la lettura della passione del Signore secondo Matteo e la celebrazione eucaristica.

Nella sua omelia il Vescovo ha focalizzato l’attenzione sull’episodio dell’ultima cena, quando il clima di tradimento comincia a serpeggiare tra gli apostoli e tutti sembrano frastornati ma senza davvero reagire a quella situazione. «Giuda è il modello dell’anti discepolo», ha spiegato mons. Parmeggiani, ma «in un contesto normale, tra amici,ci saremmo aspettati la rivolta da parte degli Undici per difendere il maestro. Invece no, la cena, secondo il racconto di Matteo, procede serenamente. È un modo per farci capire che ciascun cristiano, davanti al mistero della passione e morte di Gesù, deve porsi la domanda: sono forse io il traditore di Gesù?».

La fede è chiamata a confrontarsi con questo interrogativo. Davanti all’amore grandissimo di Gesù che si realizza con il dono della sua stessa vita, c’è il rischio di incontrare l’ostacolo della nostra infedeltà, fino «a scoprirci tutti un po’ traditori, fragili». 

Magari anche in buona fede, come l’apostolo che estrae la spada per difendere il Maestro. Una scelta che, commentava Tertulliano, Gesù ha rifiutato per sempre, togliendo le armi ad ogni soldato. «I primi cristiani non avevano dubbi, il discepolo di Cristo deve essere disposto, come il Maestro, a dare la vita per il fratello, mai ucciderlo. Invece le guerre non finiscono mai».

L’amore, nonostante le apparenti sconfitte e le pietre che vorrebbero rinchiuderlo, sigillato, in un sepolcro,può davvero cambiare il mondo. «Se proveremo a lasciarci amare da Gesù e ad amare come Gesù ha amato, allora arriveremo alla gioia della Pasqua». Perseverando nell’amore, ha concluso il Vescovo, sperimenteremo la “misericordia che Gesù ha portato nel mondo, trasformando la sua sconfitta in vittoria, la sua morte in nascita, la sua tomba, in un grembo dal quale è stato tratto fuori per una vita senza fine»

Antonio Marguccio