Insegnanti. Religione e Filosofia, un dialogo possibile

Il percorso di formazione per gli IRC della Diocesi di Tivoli e Palestrina, riprende con vigore il suo cammino con l’intervento del professor Alberto Iacovacci nel pomeriggio del 15 ottobre 2025 presso il convento delle suore Francescane del Cuore di Gesù.

Il professore, noto insegnante, fautore e promotore di molte attività culturali e sociali apre la sua riflessione partendo dall’assunto che chiunque insegni non può non porsi domande sull’identità della propria disciplina. Perciò rifletteremo sull’Identità Cristiana e sulla disciplina della Religione nella sua essenza, attraverso la speculazione filosofica.

Si è partiti col fotografare la situazione attuale della religiosità grazie all’osservazione diretta della vita dei nostri studenti. Il panorama oscilla muovendosi su tre ambiti diversi: un primo ambito mostra un ritorno alle religioni, che spesso è però tradizionalismo e fondamentalismo segnato a volte da equivoci, quasi a voler tracciare l’idea di un “supermercato di religioni” dove ognuno può scegliere quella che più lo aggrada, divenendo non più un patrimonio da ereditare ma una scelta da compiere. Il secondo ambito riscontrabile è l’indifferenza religiosa, una depressione valoriale, per cui affidarsi all’opzione religiosa o meno non genera alcun effetto sostanziale. In ultima istanza si riscontra un ateismo costante ed esplicito, un forte sentimento dell’assenza di Dio.

Religione e Filosofia si sono richiamate più volte tra loro in una logica storica di costante attrazione e repulsione, ma per rispondere all’interrogativo di partenza sarà utile, secondo il professor Iacovacci, passare tramite la svolta linguistica del 900, attraverso l’ausilio della Filosofia del Linguaggio: nel linguaggio c’è significato. Il linguaggio religioso può divenire esperienza da vivere, come nel momento della preghiera.

È quindi per mezzo della Filosofia della Religione che si genera il dialogo possibile e necessario tra le due discipline, senza invasioni di campo, ognuna nei propri limiti, nel rispetto delle distinzioni, proponendo perciò un’interrogazione razionale intorno all’esperienza religiosa, suscitando così la scintilla della religiosità nelle nuove generazioni facendo riscorso anche a provocazioni, evitando però al contempo che prevalgano equivoci e pericoli dell’epoca attuale.

Sara Romano