La comunità diaconale, con l’incontro di mercoledì 20 maggio, ha concluso il percorso formativo di questo anno pastorale, guidato dal nostro Vescovo Mauro. Durante l’anno abbiamo camminato accompagnati dalla Vergine Maria, Madre che conduce al Figlio contemplato nel mistero di Colui che serve.
In quest’ultimo incontro il Vescovo ci ha introdotti nel tema della vita spirituale, ricordandoci che il suo centro è lasciare che lo Spirito Santo abiti tutta la nostra esistenza. La sua presenza coinvolge l’uomo nella sua totalità: pensieri, parole, relazioni, scelte e desideri. L’uomo spirituale si lascia guidare dallo Spirito in ogni istante della giornata. La spiritualità è quindi un’esperienza totalizzante: una forza capace di trasformare la persona dall’interno.
Riprendendo anche la riflessione della psicologia cristiana, il Vescovo ha parlato della tensione tra “io attuale” e “io ideale”: ciò che siamo oggi e ciò che il Signore ci chiama a diventare.
La vita nello Spirito nasce proprio in questo spazio interiore che non significa essere perfetti, ma camminare verso la perfezione evangelica.
Ogni uomo porta dentro di sé il desiderio di infinito. Pur nella fragilità e nei limiti, il cuore umano resta aperto all’eternità. La vita spirituale nasce da questa attrazione verso Dio, da questa inquietudine che ci spinge oltre l’orizzontalità della vita quotidiana.
In questo cammino entrano in gioco anche i carismi, i doni dello Spirito Santo, ricevuti non per sé stessi ma per il bene comune. Ogni carisma serve a costruire la comunità e a favorire la comunione. In tale prospettiva si comprende anche la spiritualità del diacono, centrata sul servizio. Il diacono è segno vivente di una Chiesa che serve e richiama tutti i cristiani a vivere il Vangelo nella carità concreta.
La fonte di questa spiritualità è la Parola di Dio: ascoltata e vissuta ogni giorno, insieme all’Eucaristia, che rende capaci di riconoscere Cristo nei poveri e negli ultimi.
La vera vita nello Spirito consiste nel lasciarsi configurare a Cristo. La spiritualità autentica non chiude la persona in sé stessa, ma la rende capace di relazione, servizio e comunione: segno concreto dell’azione dello Spirito Santo nella vita dell’uomo.
Diacono Alessandro Sestili





