Sabato 27 settembre la comunità diaconale si è ritrovata ad Assisi per iniziare il nuovo anno pastorale con un’intensa giornata di preghiera, ascolto e fraternità nel cuore della spiritualità francescana.
Il pellegrinaggio si è aperto con la celebrazione eucaristica presso la cripta situata al di sotto dell’altare maggiore della Basilica papale di Santa Maria degli Angeli, presieduta dal vicario generale e nostro responsabile Mons. Domenico Cauteruccio.
Nell’omelia, don Domenico, ci ha ricordato come il diacono sia chiamato a incarnare il volto del Cristo servo nel mondo di oggi, spesso segnato dalla solitudine, dall’indifferenza e dalla povertà, sia essa materiale che spirituale. Proprio in questa giornata siamo stati accarezzati dalla delicatezza del Padre Celeste che ci ha voluto richiamare sia ai valori di san Francesco di Assisi che a quelli di San Vincenzo De’ Paoli, del quale ricorreva la memoria. Questi, infatti con la sua vita, rimandava ai fondamentali dell’essere diacono: «Amare Dio non significa tanto dire delle parole, quanto amarlo con le opere».
Entrambi i santi ci hanno invitato a chinarci con umiltà sui bisogni del prossimo, facendo della propria vita un dono.
Dopo il pranzo, siamo entrati in contatto con i luoghi vissuti da Francesco e Chiara d’Assisi. La visita guidata da Fra Angelo a San Damiano ci ha riportato a vivere gli anni della conversione del poverello e del suo abbraccio al progetto di Dio fino alla composizione di quell’immensa preghiera che è il Cantico delle Creature.
Ci siamo immersi poi tra le vie di Assisi: in preghiera per i nostri giovani nella Basilica della Spogliazione dove riposano le spoglie mortali di San Carlo Acutis e nella basilica di Santa Chiara ci siamo inginocchiati ai piedi del Crocifisso, che parlò a san Francesco, chiedendo la pace per il mondo.
Non poteva mancare la visita alla tomba del Santo a cui abbiamo affidato la nostra comunità.
Il pellegrinaggio si è concluso con l’adorazione e la recita dei Vespri in quel luogo particolarmente toccante che è l’Eremo delle Carceri, luogo di preghiera e raccoglimento che richiama lo spirito contemplativo di San Francesco dove con lui abbiamo pregato: «Altissimu, onnipotente, bon Signore, tue so’ le laude, la gloria e l’honore et onne benedictione».
Alessandro Sestili diacono





