Martedì 16 dicembre, in duomo, a Palestrina, il Vescovo ha solennemente celebrato con il capitolo, i sacerdoti della città ed i fedeli la dedicazione della basilica cattedrale di Sant’Agapito martire, 908 anni dopo la consacrazione dell’edificio avvenuta per mano di papa Pasquale II.
Rifacendosi al brano evangelico proclamato il Vescovo ha interrogato i presenti chiedendo se, come Zaccheo, anche noi oggi vogliamo vedere Gesù.
Erano presenti alla Messa anche i giovani adulti in cammino per ricevere il sacramento della Cresima, che quest’anno sarà celebrata il 18 aprile.
I cresimandi hanno ricevuto in questa occasione il libro dei Vangeli. «Consegnerò loro il Vangelo – ha spiegato mons. Parmeggiani – che non è un libro da imparare ma è un libro che ci narra di Qualcuno che è vivo e presente. Il Vangelo che è costellato di incontri, lungo le strade polverose, sulle rive del lago di Tiberiade, nei crocicchi, là dove si svolge la vita ordinaria delle persone perché, come ci ha ricordato anche Roberto Benigni qualche sera fa in televisione (e ben venga perché ne abbiamo sempre bisogno che qualcuno, chiunque sia, ce lo ricordi …) è questa la realtà del cristianesimo, una realtà dove “le cose più importanti della vita non si apprendono e non si insegnano, si incontrano”, dove la fede “non è innanzitutto un insieme di dottrine, filosofie, di regole morali, ma l’incontro con Qualcuno che è vivo e presente”».





