La festa di santa Agostina Pietrantoni

Da anni ormai, a Pozzaglia, la seconda domenica di settembre è una data segnata in rosso. Sì perché, per tutti, è un appuntamento a cui non si può mancare. Le giornate si sono accorciate, la temperatura si è abbassata, per molti le ferie sono finite: il dovere chiama e si riprendono le consuete attività, ma la seconda domenica di settembre tutti fanno ritorno al paese perché la Festa di santa Agostina Pietrantoni, Patrona degli Infermieri d’Italia è un richiamo per tutti. Le donne di casa si organizzano per tempo perché tra le pareti domestiche ci saranno da allestire delle belle tavolate: arrivano tutti!

Quest’anno il 14 settembre la Chiesa celebra l’Esaltazione della Croce. Poteva esserci una coincidenza più bella per festeggiare santa Agostina? Penso proprio di no. Con animo grato lei sapeva immedesimarsi così tanto con le sofferenze patite da Gesù che ogni giorno faceva la Via Crucis. Una Via Crucis che non si limitava ad essere una comune devozione di pietà, bensì un tempo in cui lasciarsi affascinare e plasmare da quel Gesù che era il suo Maestro e il suo Signore. Quando lasciò Pozzaglia per entrare tra le Suore della Carità possiamo ben immaginare che la bellezza della sua vita interiore era paragonabile a una sposa adorna per il suo sposo. Andava a celebrare le nozze con l’Amato del suo cuore.

In una lettera indirizzata alla sua famiglia scrisse: “Sono sempre contentissima dello stato di vita da me abbracciato e ogni giorno ringrazio il Signore che mi ispirò sì bella vocazione”. Cara santa Agostina aiutaci a seguire le tue orme: gusteremo la gioia vera che fiorisce abbondante nel cuore di chi sa coniugare il verbo amare in ogni luogo, in ogni tempo, in ogni circostanza.

Rita Frizzo