La «Giornata del malato» celebrata a San Vittorino Romano

Mercoledì 11 febbraio, memoria liturgica della Beata Vergine di Lourdes, come da tradizione presso il santuario mariano Nostra Signora di Fatima a San Vittorino è stata celebrata la Giornata mondiale del malato a livello diocesano. L’evento è stato organizzato da Unitalsi, Misericordie, CIS e Perla Preziosa. Il pomeriggio di spiritualità e preghiera è iniziato con l’accoglienza e la recita del Rosario con meditazioni di san Giovanni Paolo II, che 34 anni fa ha istituito questo appuntamento per la Chiesa. È seguita quindi la Messa presieduta dal Vescovo Mauro e concelebrata dal responsabile della pastorale sanitaria diocesano don Marco Savaresi e dai due assistenti Unitalsi, della sottosezione di Palestrina don Giuseppe Chiaramida e di Tivoli don Flavio Barberi, numerosi diaconi e sacerdoti diocesani.

Nella sua omelia il vescovo Mauro ha ricordato che il significato di questa giornata «non è quello di una sensibilizzazione al problema della malattia, ma è un forte invito a pregare per e con i fratelli e le sorelle ammalati», sull’esempio di Maria che, durante il matrimonio di Cana, “ha sensibilità per l’altro”. «Quella sensibilità che in questa Giornata chiediamo tutti di avere per chi soffre, per chi è in difficoltà, per chi è malato». Una attenzione e cura premurosa che per il cristiano si manifesta innanzitutto attraverso la preghiera. «Pregare – ha spiegato il Vescovo – significa uscire dalla nostra volontà per entrare nella volontà di Dio e così entrare in un cammino di rinnovamento, un cammino di purificazione, un cammino di apertura alla Grazia di Dio che vuole sempre venirci a soccorrere, che è sempre volontà di bene per noi anche quando non riusciamo a comprendere i suoi pensieri, le sue vie».

Quando soffriamo non dobbiamo temere, ha sottolineato ancora il Vescovo, perché se Dio ama così abbondantemente, non può dimenticarsi di noi. «Se impareremo a mettere la nostra volontà nella Sua e a farla coincidere anche noi saremo beneficiari del miracolo della trasformazione delle nostre sofferenze e miserie in gloria, in vino abbondantissimo e buono e così riusciremo ad essere pazienti come Lui è paziente e a giungere con Lui, quando e come Lui vorrà, alla gloria» ha specificato. Ha quindi esortato a farsi prossimi dei fratelli ammalati per aiutarli a vivere la loro malattia e alleviare le loro sofferenze.

Maria Teresa Ciprari